sabato 19 aprile 2008

Pane ai fichi secchi con nocciole e uvetta




Mi ha colpita questa ricetta apparsa qualche tempo fa su Donna Moderna.

Come al solito, sono un tipo perverso, l'ho modificata, ho cambiato le dosi, aumentandole parecchio e ne ho fatto un quantitativo che basterebbe anche per i carabinieri a cavallo.

Dedico questa ricetta alla dolce, geniale, insuperabile Panettona che sembra apprezzare le mie paste lievitate.

La ricetta è facile, abbastanza economica e, come al solito, richiede un po' di pazienza a causa della lunga lievitazione che è la base della riuscita di codesti pani.

Tempo di preparazione: 1 ora tra la preparazione dell'impasto e la cottura.

Costo: medio

Difficoltà:**

Ingredienti:
350 gr. di farina di grano duro
350 gr. di farina 00
35 gr. di lievito
3 cucchiai di olio extravergine di oliva
1 cucchiaio di zucchero
1 cucchiaino da the di sale fine
80 gr. di nocciole spellate (io ne avevo solo 60 gr e ho raggiunto il peso con gherigli di noce)
100 gr di fichi secchi
100 gr di uva passa
1 dl di latte

Mettere a bagno nel latte tiepido il lievito di birra con l'aggiunta di poco zucchero.

Se si usa il lievito congelato, come faccio sempre io, metterlo in latte freddo.

Mescolare nel mixer le due farine e il cucchiaino da the di sale fine.

Aggiungere il lievito ormai sciolto, azionare ancora il robot per alcuni secondi, quindi aggiungere acqua ben calda ePOCA per volta fino ad ottenere un impasto MORBIDO.

Estrarre il panetto dal bicchiere del mixer lavorarlo alcuni minuti, dare la forma di una palla, inciderla a croce, ungerla leggermente con una pennellessa, coprire con pellicola da cucina e metterla a lievitare coperto con un plaid per almeno 2 ore.

Ultimamente ho sistemato la scodella che contiene la pasta che deve lievitare nel forno spento, ( comunque coperta con il plaid o quello che si ha a disposizione) così non sarà soggetta a sbalzi di temperatura.

Ora ci possiamo dedicare alla preparazione della" farcitura".

Tagliuzzare grossolanamente i fichi, io adopero le forbici da cucina, e metterli a bagno in acqua tiepida insieme all'uva passa.

Tritare anche, ma non molto, le nocciole.

Io, non avevo sufficienti nocciole e ho raggiunto il peso con qualche gheriglio di noce.

Quando la pasta sarà lievitata, sgonfiarla a pugno chiuso, stenderla un po' e aggiungere i fichi e l'uvetta sgocciolati , senza strizzarli eccessivamente e le nocciole.

Con pazienza rilavorare il tutto affinché la "farcitura" venga amalgamata perfettamente alla pasta di pane.

A questo punto formare varie pagnottelle, inciderle nuovamente a croce e farle lievitare ancora per almeno un'ora.

Se volete dare la forma di muffins giganti metteteli in ciotoline da forno di 11 cm. di diametro come ho fatto io, debitamente unte o foderate con carta da forno bagnata e strizzata.

Tutto questo procedimento potrà sembrare una rottura di scatole ma solo così la lievitazione sarà perfetta e il pane sarà soffice.

Trascorso questo tempo mettere il pane in forno preriscaldato a 180°e non ventilato per almeno 40'.

E come al solito BUON APPETITO!!!!!









venerdì 18 aprile 2008

T-mmen u kishmish u luss





Sono passati più di 30 anni, ma ricordo ancora il nome arabo di questo semplice piatto.

Ce lo preparava sempre il nostro cuoco Stephan, il migliore che la missione abbia mai avuto.

Io avevo il compito di dirigere le case della missione, organizzare i pranzi, controllare la servitù, fare acquisti e fare i conti oltre al mio lavoro di fotografa.

Concordavo con lui i menù di ogni giorno e spesso gli chiedevo di preparare questo piatto che io chiamavo riso iraqi e lui guarniva con uvetta e mandorle.

Il riso iraqi era poi riso pilaf ma allora che ne sapevo io di pilaf quando a casa mia andavo a tutta birra con orecchiette e cime di rapa.

Il riso locale era di una qualità piccolina, dall'aspetto miserrimo, che la donna che si occupava della lavanderia, puliva con pazienza da tutte le intrusioni e impurità.

Era di qualità eccellente comunque ed era buono anche il giorno dopo, felice accompagnamento di ogni pietanza.


E' un piatto veloce, economico e, presentato come propongo, di grande effetto.

Tempo di preparazione: 30' in tutto, forse anche meno.

Costo: basso.

Difficoltà: *

Ingredienti per 4 persone:

300 gr. di riso Superfino Arborio o riso da risotti.
(Doverosa precisazione. Il riso ideale sarebbe quello Basmati a chicco lungo che non necessita di risciacquo, come consigliato da Marcello Marchesi nella sua poderoso trattato culinario. Il nome del libro? Telefono a Valentina e poi ve lo dico)

1/2 cipolla
4 cucchiai di olio extravergine di oliva
1/2 l. di brodo vegetale
una manciata di uvetta
una manciata di mandorle pelate
una busta piccola di patate chips


Si inizia sciacquando il riso sotto l'acqua corrente, per eliminare l'amido e mettendo a bagno l'uvetta.

Si fa soffriggere in olio, ma anche una noce di burro può andare bene, la cipolla tagliata sottilmente.
Quando è dorata, aggiungere il riso, mescolare con cura e aggiungere del brodo vegetale che copra il riso per non più di 2 cm. chiudere bene il tegame con un coperchio che sia di buona tenuta e infornare in forno a 180° per 10'/12'.

A questo punto, mentre il riso cuoce , insaporire, in un tegamino antiaderente velato da pochissimo burro prima l'uvetta a fuoco dolce girandola con un cucchiaio di legno : non deve assolutamente seccarsi né bruciacchiarsi.

Levare l'uvetta e nello stesso tegamino, senza aggiungere nulla, tanto sarà ancora unto, far insaporire le mandorle pelate (si trovano già pronte) ma, se avessero la buccia vanno scottate per qualche minuto in acqua ben calda e, appena sarà possibile maneggiarle, togliere la pellicina.

Sistemare ora il riso nel piatto di portata , decorare con una corona di patate chips (io le ho comprate pronte, ma Stephan le preparava lui) e sistemare l'uvetta e le mandorle come appare in foto.

Posso assicurare che il connubio dolce salato è ineguagliabile!!!!







giovedì 17 aprile 2008

Rucola, Oh yes!! La ricetta di Nonna Rosina



Ieri mi trovavo a Torino a casa di mia madre.
Per chi non lo sapesse, come potrebbe del resto?, mia madre è una splendida signora di quasi 84 anni.
Non è una bella donna ma una donna bella.

Lo è sempre stata e lo è ancora adesso con la sua collana d'ordinanza (ne ha una marea e....le usa tutte) curata nella persona, precisa, con TUTTE le cellule grigie che vanno alla grande.

Vi faccio un esempio: ieri appunto con un accenno di rimpianto negli occhi mi ha detto:" Sai l'altro giorno ho avuto la tentazione di acquistare le azioni dell'Alitalia che erano proprio giù.
Pensa il giorno dopo erano salite del 30%!!"

Ed io:" Ma non le hai comprate?"

Mi risponde:" Sai devo dare il bianco, non lei ovviamente, e non volevo rimanere senza soldi sul conto".
E poi con compiacimento tra se e sé si è detta:" Però Rosina funzioni ancora!!!"

Ma veniamo alla ricetta scritta man mano che mia madre me la dettava con precisione e che dedico a Cannelle e lei capirà perché!!

La propongo perché quando ho mangiato questa pasta me son fatta preparare 2 volte di fila, è buona , costo quasi zero, veloce e saporita.

Cosa si può prendere di più?


Tempo di preparazione : dipende dal tempo di cottura della pasta tra gli 8' e i 10'

Costo: bassissimo

Difficoltà: *

INGREDIENTI per 2 persone

80/100 gr di rucola
2 spicchi d'aglio
1 cucchiaio di pasta d'acciughe
qualche oliva, preferibilmente nera
1 cucchiaino di capperi sott'aceto
peperoncino se gradito, ma ci vorrebbe
4 cucchiai di olio extravergine di oliva
160/180 gr di spaghetti con cottura intorno agli 8 '

Le dosi sono per 2 persone.

Mettere subito sul fuoco l'acqua per la pasta.

Nel frattempo lavare velocemente la rucola anche se sul sacchetto dice che è pronta all'uso.

Preparare il soffritto.

In un tegame antiaderente soffriggere nell'olio ( 2 cucchiai a persona) i 2 spicchi d'aglio tagliati a fettine sottili.
Quando l'aglio diventa BIONDO aggiungere la pasta d'acciughe, del peperoncino, (mia madre lo mette sempre e dappertutto) olive, preferibilmente nere, (io ne ho messa qualcuna verde) e i capperi.
Se il soffritto dovesse asciugarsi aggiungere un poco di acqua della pasta.

Arrivata l'acqua della pasta a bollore versare gli spaghetti. Io penso che anche della pasta grossa possa andare bene ma mia madre consiglia degli spaghetti con cottura consigliata intorno agli 8'.

A metà cottura della pasta versare in pentola la rucola e mescolare bene.

Ora si usa versare la pasta nel tegame del soffritto facendolo insaporire un momento, ma lei, la grande Rosina preferisce versare la pasta nel piatto di portata e versare sopra il sughetto.

E voi fate come meglio preferite.

Noi non mettiamo formaggio ma anche qui vale la regola di cui sopra.
E come sempre BUON APPETITO!!!!!



Lo strudel di Mammazan

Prima della ricetta mia, personalissima, dello strudel desidero parlare un istante del tempo.

La settimana è cominciata maluccio.

Io dovevo terminare un mini trasloco e l'ho fatto sotto la pioggia con un ombrellino, l'unico che avevo in macchina, che se si decideva ad aprirsi lo faceva con un'aluccia spezzata.

Mi sono sentita una "profuga".

Martedì quando mi sono alzata, prestissimo ahimè, tutto era cambiato : il sole era sfolgorante.
Gli alberi ancora bagnati dalla pioggia scintillavano e tutto sembrava più bello.

Mi sono ricordata allora di una amica di blog (mi perdoni se in questo momento mi sfugge il nome) che aveva pubblicato delle foto di quello che le appariva dalla finestra della cucina.

Prendere la Canon e scaraventarmi sul balcone su cui si affaccia il soggiorno-cucina sono state due azioni simultanee.

E qui ne faccio omaggio agli amici che hanno la bontà di leggermi.




Di fronte le montagne al di là delle quali c'è la Francia e ruotando la testa di 45° il giardino.



E ora passiamo al tema del post.

Non sono un tipo da strudel ma mi piace mangiarlo quando me lo offrono anzi, alcune volte, mi sento un po' una fogna perché al dolce non so dire di no.

Avevo promesso a Sabry di portare, per il suo compleanno l'antipasto che poi è stato sostituito dai grissini e il dolce.

Ma dopo aver finito di preparare i grissini appunto, il tempo rimasto era poco e per di più ero rimasta senza latte. Avevo però della pasta sfoglia surgelata, le mele pure e quindi gli elementi principali per preparare uno strudel c'erano tutti.

E allora mi sono sbizzarrita tuffandomi nella dispensa e facendo l'inventario di tutto ciò che poteva servire.

La confezione di pasta sfoglia conteneva due rotoli e quindi ho preparato due strudel uno più semplice e uno un po' più ricco.

Tempo di preparazione : circa 30' più la cottura in forno che ha richiesto altri 30'

Costo: medio.

Difficoltà: *

Ingredienti:

2 rotoli di pasta sfoglia surgelata ( io ho usato quella della Buitoni)
2 mele delizia o renette , quello che si ha a disposizione.
100 gr. di uva passa gigante
1 manciata di amaretti medi
1 manciata di pinoli
1 manciata di mandorle o noci o nocciole a pezzetti
2 cucchiaiate di miele
2 cucchiaiate di marmellata di albicocche purchè chiara
3 mezze pesche sciroppate (io avevo quelle della Valfrutta)
3 torroncini piccoli e bianchi
2 quadretti di cioccolato circa 40 gr.
2 cucchiai di cedro candito, volendo anche arancio candito

Ho usato la pasta sfoglia congelata della Buitoni che richiedeva uno scongelamento, a temperatura ambiente, di almeno 2 ore.

Nel frattempo ho messo a bagno dell'uva passa gigante.

Perché gigante? E' semplice avevo solo quella, che tra l'altro costa il doppio dell'altra, ma è molto più bella.
Va bene anche quella piccola ovviamente.

Ho lavato e sbucciato 2 grosse mele delizia o quello che c'è in casa tagliandole a dadini piccoli, e mettendo il contenuto in una scodella che servirà per accogliere tutto il resto e cioè i 2 quadrotti di cioccolato al latte tagliato a scaglie, una manciata di pinoli, delle mandorle a fettine, ma anche noci o nocciole vanno bene, un paio di cucchiai di miele tanto per finire il barattolo, 2 cucchiai di marmellata di albicocche, una spolverata di zucchero e tutta l'uva passa strizzata e asciugata con carta da cucina.

Ho mescolato tutto bene e ho versato META' composto su uno dei due rotoli di pasta sfoglia, preventivamente leggermente spennellati di burro fuso e ricoperti da un sottile strato di amaretti frantumati con le mani tanto per fare prima .



Ho arrotolato lo strudel inumidendo il bordo di chiusura con poca acqua, adoperando il dito inumidito e ho sigillato i lati lunghi con i rebbi di una forchetta.


Passiamo al composto del secondo strudel.

Qui mi sono ricordata che avevo dei torroncini di quelli bianchi, incartati singolarmente.
Li ho frantumati con il batticarne con tutto l'involucro, così non sarebbero scappati per tutta tutta la cucina, ho aperto un barattolo di pesche sciroppate della Valfrutta che erano una meraviglia, ho preso solo 3 mezze pesche, le ho sgocciolate con cura e le ho ridotte a dadolini.
In ultimo ho aggiunto, mi sentivo grandiosa, anche un piccolo e profumatissimo fondo di dadini di cedro candito.



Ho arrotolato anche questo strudel, procedendo come per l'altro facendo su ambedue dei tagli paralleli e obliqui.

Forno preriscaldato e ventilato: 180° per circa 30'.

Le foto sono di fortuna perché sono state fatte mentre a tavola i commensali aspettavano con coltello e forchetta.

Per questa volta spero di essere perdonata!!!












martedì 15 aprile 2008

Assegnazione premi e omaggio floreale ai vincitori



E' con grande emozione e gioia che scrivo questo post e lo voglio scrivere in fretta ancor prima di andare a leggere i commenti.
Devo dire che sono stata in "girula" tutto il giorno e solo ora riesco a scrivere qualcosa anche perché prima non c'era rete.

Oggi il mio blog compie 3 mesi, mesi durante i quali ho cucinato tanto specialmente nei fine settimana, quando avevo a casa mio figlio Simone o andavo a casa di Valentina, la mia piccola (30 anni) e le portavo qualcosa di speciale.
Lei aveva e ha sempre gli occhi che le brillano quando arrivo a casa sua perché ogni volta è una sorpresa: le sembra quasi di dover aprire i pacchi di Natale quando esplora la mia borsa frigo.

Ho cucinato tanto, ho fotografato tanto, ho cercato di essere chiara con la spiegazione delle ricette, ho imparato ad aggiungere le foto a........ trascinarle al posto giusto (ogni tanto mi hanno fatto anche dannare perché spariscono pure le maledette!)

Ragazzi e ragazze mi sono divertita da morire.

Ed ora ho ricevuto due premi in 2 giorni consecutivi.

Quando ho letto la mail di Stefano ho capito subito di cosa si trattava e mi è venuta quasi la pelle d'oca.

Non esagero!!!!
.
Ed ora passiamo al bello di questo post. ALLA PREMIAZIONE e all'omaggio per i vincitori.

Il primo premio lo conferisco ad Alessia perché è dolce, tenera, perché fa delle cose deliziose probabilmente facendo i salti mortali.
E forse anche perché la sento come una figliolina acquisita.

Il secondo premio lo conferisco a Stefano perché, anche se si è espresso con poche parole,ha capito tante cose di me: che sono una mamma, , che mi piace cucinare e si vede, e anche perché è uno dei pochi, almeno per ora mi sembra, curatore di un bel blog di cucina.

Il terzo premio, lo conferisco a Mariluna, bel blog, ricette geniali, bella presentazione (io guardo sempre le foto con occhio professionale!) simpatica da morire.

Il quarto premio lo conferisco a Magnolia, perché e simpatica, perché la sua professione è affascinante e per spingerla a creare un blog che illustri le sue esperienze di lavoro.
Magari potrebbe ispirare all'avviamento di questa splendida professione tanti giovani con buone capacità ma con idee poco chiare.

Il quinto premio come non darlo a Panettona che ormai ne avrà una collezione!
Tanto di cappello alla genialità, alla bravura, alla perfezione.
BRAVA!!!!!!

Ed ora per ultimo e spero gradito un premio floreale a tutti i mie cari, nuovi amici e anche a quelli che nominerò in futuro.




Ecco a voi un fiore di pan carré farcito con crema di mortadella.

Ci metterò più tempo a scrivere la ricetta, ricettina è più appropriato, in quanto ci ho messo per preparare questo antipasto, fatto immediatamente prima di scrivere questo post.

Tempo di preparazione: circa 30' per preparare 2 fiori a persona. Dose per 4 persone.
Costo: basso
Difficoltà: *

Ingredienti:

16 fette di pancarre
200 gr. di mortadella
50 gr. parmigiano
1 dl di panna fresca qualche cucchiaio di maionese
Prezzemolo o olive o capperi per decorare

Frullare nel mixer (benedetto a chi lo ha inventato!) la panna, la mortadella tagliata anche con le forbici da cucina e il parmigiano.

Con lo stampino a forma di fiore (ricordate i biscotti di Pola?) ricavarne 16 dalle fette di pan carré, la metà delle quali dovrà essere forata ancora con uno stampino più piccolo.

Spalmare con un po' di maionese i fiori interi farcirli con il composto di panna, mortadella e parmigiano, sovrapporre quindi con il fiorellino forato.
Io, per dare l'idea del pistillo ho messo dei capperi, ma anche una fettina di oliva andrà bene.

Ma perché non farcire anche altri fiori con una mousse di tonno o di prosciutto??

Ciao a tutti e ancora grazie.

lunedì 14 aprile 2008

Bouquet di grissini ai tre gusti


Dedico questo bouquet alla piccola Alessia, in particolare, e a tutte le altre amiche di blog.

Non sono molto brava nell'organizzazione del mio blog ma siate pur certe che imparerò questo e altro colmando alla grande tutte le mie lacune o meglio chiamoli abissi!!!

Ma adesso cosa importa se ancora non so fare molto col computer?

Alla fine della fiera sono le ricette che sono importanti e la passione che ci accomuna.

Vero ragazze????

Ho preparato questi grissini e parecchie altre cose lo scorso fine settimana.

C'era il compleanno di Sabry, amica storica di mia figlia Valentina, poi ho preparato uno strudel e.... altro.

Un po' per volta pubblicherò tutto.

Questa è una preparazione facile ed economica e non richiede troppo tempo, ma forse il mio è un punto di vista.

Non è per approfittare della pazienza altrui ma se capitate su questo post leggetelo fino in fondo: infatti ci sono delle idee che mi sono venute all'ultimo momento......

Gli ingredienti sono pochi e probabilmente non avrete neppure bisogno di uscire di casa per procurarveli.

Adesso bando alle ciance : il preambolo è stato anche troppo lungo!!!

Tempo di preparazione: circa 45' per la preparazione della pasta e la preparazione della farcia.

Costo: Basso

Difficoltà: **

Ingredienti:

350 gr. di farina 00
350 gr. di farina di grano duro o Manitoba

1 cubetto di lievito da 25 gr.
3 cucchiai di olio extravergine di oliva
sale q.b.
1 manciata di olive da denocciolare e tr
itare
2 rametti di rosmarino tritato
1 cucchiaio di pinoli

2 cucchiai di mandorle a filetti oppure mandorle a pezzetti.


Si inizia dalla pasta di pane fatta nel solito modo.

Mescolare nel mixer le 2 farine, 1 cucchiaino da the di sale fine, il lievito sciolto in acua tiepida con l'aggiunta di una puntina di zucchero.
Aggiungere altra acqua caldo fino ad ottenere un panetto MORBIDO.

Questa volta dopo il taglio a croce, dopo averla unta in superficie (una volta, tanto per provare non l'ho fatto e sono stata mezz'ora a togliere la pasta dalla pellicola) ho coperto le 2 scodelle con la solita sciarpa o piccolo plaid e l'ho messo nel forno spento.

Così non prendevano aria, né correnti calde, fredde o tiepide e non stavano tra i piedi ad ingombrare spazi utili.

Nel frattempo ho preparato le tre "farciture" come appare dalle foto e cioè una manciata di olive verdi che ho denocciolato e tritato, le scaglie di mandorle e i pinoli perché volevo far fuori 2 avanzi in un colpo solo e il rosmarino che sono andata a raccogliere con l'ombrello anch'esso, in questo caso asciugato e tritato.




Quando ho giudicato la pasta di pane ben gonfia, al solito dopo 2 ore l'ho sgonfiata con il pugno chiuso e l'ho divisa, grosso modo, in tre porzioni.

Ad ognuno di essi ho aggiunto con PAZIENZA , senza farmi prendere dalla disperazione, il contenuto delle 3 ciotoline.

Formare altri 3 panetti, taglio a croce e rimettere a lievitare.




Si raddoppieranno di nuovo di volume e a questo punti stendere ogni panetto allargandolo con le mani in modo da formare una sfoglia spessa più o meno un centimetro.

Accendere il forno a 200°. Usare la modalità ventilazione.

Tagliare a strisce e arrotolare come appare in foto adagiando ogni striscia su placche grandi foderate con carta da forno . La foto non c'è perché in fase di sistemazione delle illustrazioni è sparita e quindi....



Non si deve avere paura: durante il trasporto dal piano di lavoro non si rompono.

Man mano che avrete riempito le placche infornatele anche due per volta se avete il forno ventilato, ma credo che ormai siano tutti così.

Vedrete, mentre preparate gli altri grissini quelli in forno si cuoceranno in non più di 10'/15'.

Ognuna di noi conosce i segreti del proprio forno quindi non aggiungo altre istruzioni.

Quando saranno tutti cotti, non c'è bisogno di dividerli, tanto si riconoscono.

Provate a nasconderne una certa quantità, altrimenti i vostri commensali se li divoreranno tutti.

Io ne ho tenuto da parte un po' perché li volevo dare a mio figlio che l'indomani sarebbe tornato a Milano ma.... siamo andati a mangiare da mia figlia Valentina e allora li ho portati a casa sua e li abbiamo scaldati in forno mentre si cuoceva altro.

Ebbene erano ancora più buoni della sera prima e mio figlio è andato a Milano senza.

Ma glieli rifaccio.

Mi viene in mente che potete aggiungere alla pasta di pane della salvia tritata, delle noci,
spolverizzare con sesamo, spolverizzare con curry in modo di avere tanti tipi diversi di grissini.

Divertitevi ragazze!!!!!!

sabato 12 aprile 2008

Biscottini di Pola



Care amiche di blog oggi sono molto contenta perché sto scrivendo il mio 50° post.

Devo dire che ho cominciato quasi per gioco.

Devo dire che mi sto divertendo da matti.

Devo dire che, dialogando con le altre blogger, spesso molto giovani, mi sembra quasi di avere tante amiche in più.

A tutte dedico questa ricetta scovata sfogliando un vecchio, per l'epoca nostra, libro, un cult per l'epoca. Parlo della fine degli anni '40.

Intendo parlare del "Talismano della felicità" scritto da Ada Boni.

Care ragazze chiedete alle vostre mamme e soprattutto alle vostre nonne se ne hanno sentito parlare e soprattutto sfogliato.

Si tratta di un'opera poderosa, quasi 1000 pagine con veste editoriale, vista con gli occhi di oggi, piuttosto modesta, priva di immagini e adornata da pochi disegnini in punta di pennino.

Tante ricette tutte da scoprire.

Ma dopo questa lunga nota introduttiva veniamo al sodo.

Ho preparato questi biscottini con uno stampino a fiore (l'aspetto però mi sembra molto grazioso) mentre era raccomandato uno tondo in modo da farli assomigliare a degli scones.

Tempo di preparazione:almeno 2 ore ( ma ne vengono una valanga), più il tempo di lievitazione.

Costo: medio.

Difficoltà: **

Ingredienti:

500 gr. di farina 00
200 gr. di burro
1 uovo intero più 1 per la doratura
25 gr. di zucchero
25 gr. di lievito di birra
poco latte per sciogliere il lievito
Sale e cumino in polvere


Si inizia sciogliendo il lievito in latte tiepido con l'aggiunta di un mezzo cucchiaino di zucchero.

Si versa nel mixer la farina e lo zucchero, si aziona per qualche secondo poi si aggiunge il burro a pezzetti e si aziona il robot fin quando il burro si è amalgamato alla farina (faccio così anche quando preparo l'impasto della crostata).

A questo punto si uniscono il lievito sciolto e l'uovo e aziono ancora fin quando si forma una palla.

Rispetto alla ricetta originale ho messo l'impasto in frigo perché in quel momento avevo altro da fare e l'ho ripreso in considerazione il giorno dopo.

Si rilavora il panetto brevemente si stende quindi la pasta col matterello fino ad ottenere un sfoglia dell'altezza di 1 cm. e, con un tagliapasta della forma che si vuole, ricavare dei biscotti.
Reimpastare i ritagli fino ad esaurimento degli stessi e della pazienza che è rimasta.

Disporli su varie placche foderate con carta da forno coprirle con un telo da cucina.
Far lievitare in luogo tiepido.




Quando saranno ben lievitati o "sviluppati" come dice l'autrice si spennellano pazientemente con uovo sbattuto, si spolverizzano leggermente con sale fine e col cumino (si trova al supermercato)

Si mettono in forno preriscaldato e ventilato a 160/170° fino a doratura.

Dopo i primi 10' li controllo a vista.

Devono apparire biondo chiaro e si possono conservare in scatola di latta a lungo, se non finiscono prima.

Devo dire che mia figlia dive che il cumino dà fastidio, ma in fin dei conti è la caratteristica della ricetta.

Un'altra amica invece mi ha detto che le sono piaciuti molto così, ed io concordo.

Si può provare a lasciare qualche biscotto senza cumino e poi vedere in quale versione si preferisce.














giovedì 10 aprile 2008

Betangian u leben


La melanzana era una verdura molto amata in Missione e qui mi riferisco alla nostra missione archeologica in Iraq e precisamente a Bagdad.

Il nostro direttore andava addirittura in visibilio quando il nostro cuoco Stephan preparava la parmigiana ( noi ci facevamo arrivare il parmigiano dall'Italia).

Ma a me piacevano soprattutto le melanzane allo yogurt e pensavo, erroneamente, che questo fosse un piatto tipico arabo, mentre invece è diffuso in tutto il Medio Oriente.

Come in tutti o quasi i paesi orientali lo yogurt o leben era ed è molto presente nelle abitudini alimentari di quelle popolazioni.

Sulla mensa della missione arrivava anche sotto forma di bevanda da sorbire durante il pasto, opportunamente diluita con acqua e leggermente salata.

Ma a me piacevano soprattutto le melanzane con lo yogurt e ho proposto, e con successo, questo antipasto o contorno, sulla mensa di casa mia tant'è vero che al pranzo di compleanno di mia figlia non deve mai mancare.

Le melanzane di Bagdad le ho solo viste cucinate , ma credo che la varietà fosse unica, ma noi qui ci possiamo sbizzarrire.

La preparazione è semplice, il costo basso e, dato che le melanzane si trovano tutta l'anno, si possono preparare sempre.

Tempo di preparazione: circa 30' più il riposo delle melanzane.

Costo: basso.

Difficoltà: *

Ingredienti:

1 melanzana media
1 mazzetto di basilico
2 spicchi di aglio fresco
olio per friggere
sale q.b.
Yogurt intero 2 vasetti


Io sbuccio la melanzana perché così preferisce mia figlia, ma si può anche lasciare la buccia.
Ricavo delle fette regolare non troppo alte, 1/2 cm o poco più, le salo leggermente e le lascio riposare per 30' affinché eliminino l'acqua amarognola.

Le sciacquo, le asciugo con cura e le friggo in olio per friggere tipo Friol.

Elimino l'eccesso di unto diponendo le fette man mano su carta da cucina.

Per chi è a dieta o vuole una preparazione più leggera può anche semplicemente grigliarle, ma la morte loro sono fritte.

A questo punto si dispongono a strati in un piatto da portata cospargendo ogni strato con yogurt
intero , poco aglio fresco e del basilico, se di stagione, tagliati finemente.

Per me aglio e basilico sono basilari.

Alla fine si copre il piatto con pellicola trasparente e si lascia riposare in frigo per poche ore, affinché i sapori e profumi si amalgamino.

Sono veramente una bontà.

Nella foto ho messo un rametto di prezzemolo per decorazione in quanto al momento non avevo il basilico, ma l'aglio, sotto sotto c'era!!!!!




martedì 8 aprile 2008

Pizza Cipo e Gorgo e altre 2

Partiamo dai prolegomeni della mia pizza.

Prima la facevo come mi ha insegnato mia madre e cioè facendo bollire 2 patate da aggiungere, schiacciate, alla farina e al resto.

Poi mi sono stufata di aggiungere le patate perché mi portavano via un sacco di tempo, si fa per dire.
Poi ho mescolato due tipi di farina, grano duro, poi passata alla Manitoba, e farina 00, più 3 cucchiai di olio e il lievito.

Poi ho imparato che il lievito lo potevo congelare così, se lo dimenticavo in frigo non lo ritrovavo ammuffito.

Poi l'altra mattina ho telefonato a mia madre, la mitica nonna Rosina, per sapere in quale quantità aggiungeva i fiocchi di patate per la purè istantanea e così è venuta fuori questa base per pizza su cui mi sono sbizzarrita.

A mio figlio Simone sono quasi venute le lacrime agli occhi, non solo per l'odore delle cipolle che ancora aleggiava in casa e neanche per la fame delle 9 di sera.

Era venuta veramente meglio del solito e , non fo per dire, la mia pizza di solito è buona anche a detta dei volontari che spesso capitano per casa.

Tempo di preparazione.30' più il tempo di lievitazione.

Costo : medio.

Difficoltà. **

Ingredienti:

350 gr. di farina 00
350 gr. di farina di grano duro o Manitoba
40 gr di preparato per purè istantaneo
25 gr. di lievito di birra
1 cucchiaino da the di sale fine

Per la farcitura:

Salsa di pomodoro e origano per la pizza con pancetta coppata (3/4 fettine) e taleggio e per quella con prosciutto e fontal.

Per la pizza con il gorgonzola: 1/2 cipolla frullata con poco olio e gorgonzola dolce ( l'origano qui non va messo).


Ho messo nel mixer le 2 farine e i fiocchi di patate e li ho mixati per alcuni secondi.

Non mi sono fidata del fatto che i cucchiai del preparato erano pochi e li ho pesati perché 1 cucchiaio di fiocchi di patate non sono certo 30 gr.

Ho aggiunto quindi il lievito sciolto in acqua fredda in quanto lo avevo tolto dal congelatore , più mezzo cucchiaino di zucchero e dell'acqua calda, un po' per volta, fin quando ho ottenuto una pasta MORBIDA.

Ripeto la pasta deve essere morbida, quasi un tantino appiccicosa, solo così la pizza o il pane saranno soffici.

Ho lavorato il panetto per qualche minuto sulla spianatoia, ho inciso a croce , sigillato con pellicola trasparente e coperto con un plaid.

Devo dire anche che di solito spennello il panetto con un poco d'olio, così non si appiccica alla pellicola.

Passate 2 ore o più, quando il volume del panetto è raddoppiato, l'ho diviso in 4 porzioni da farcire, come in questo caso in altrettanti differenti modi.

La prima pizza , semplice l'ho cosparsa con una leggera spolverata di sale e aghi di rosmarino, se colto al momento è meglio.





E' la cosiddetta PIZZA DEL CICLISTA come dicono in Romagna da mangiare con prosciutto crudo e squaqquerone. In mancanza di questo lo stracchino va ugualmente bene.

La seconda chiamata dai miei figli CIPO e GORGO è stata preparata spalmandovi sopra una mezza cipolla frullata con un po' di olio.



Va cotta fino a doratura della cipolla e poi cosparsa di gorgonzola dolce.

Da provare!!!!!

La terza è stata preparata cospargendola con qualche cucchiaio di passata di pomodoro, pancetta coppata e taleggio.




La quarta con il pomodoro, prosciutto cotto e fontal, che adopero sempre quando faccio la pizza.

Manca la foto, perché nel frattempo era arrivato mio figlio con una fame indiavolata e quindi....


Mi dispiace che non posso far vedere un particolare delle pizze, ma il motivo l'appena detto.

E come sempre BUON APPETITO!!!!!!!









sabato 5 aprile 2008

Pane speziato al curry e patate




Ho pescato questa ricetta in un vecchio numero di Gioia e la prima volta che l'ho preparato mi sono dovuta affrettare altrimenti non avrei beccato neanche l'ultima fetta.

Devo dire che il curry mi piace molto e l'ho cominciato ad apprezzare a Baghdad dove il nostro cuoco Stephan ci preparava una quantità di piatti con questa spezia.

Ma il curry che lui usava era indiano e così buono e profumato non l'ho mai più trovato.

Ricordo ancora la scatoletta metallica con coperchio a pressione e il profumo che emanava.

Qualcosa che si avvicina abbastanza è il curry della Ducros, ma ci deve essere scritto solamente la parola "Curry" e non "Curry powder" perché allora si tratta di varie spezie mescolate tra cui la curcuma e il profumo dell curry proprio è quasi svanito.

Mi hanno detto, inoltre che il curry ha le stesse proprietà dell'aspirina senza gli effetti collaterali che alcune persone accusano.

Ma veniamo alla ricetta del pane e , vi assicuro , ne vale veramente la pena.

Tempo di preparazione:circa 30' per preparare l'impasto e un minimo di 2 ore per la lievitazione.

Costo: basso

Difficoltà.**

Ingredienti:

250 gr. farina 00

250 gr. farina grano duro o Manitoba
1 cucchiaino da the di sale fine
500 gr. di patate
1 cubetto di lievito di birra da 25 gr.
2 cucchiai colmi di curry


Sbucciare le patate, tagliare a tocchetti e cuocerle in acqua salata per almeno 10/15 minuti.
Scolarle e tenere da parte un bicchiere da almeno 150ml dell'acqua di cottura.
Passarle allo schiacciapatate o schiacciarle con una forchetta e aggiungere 2 cucchiai colmi di curry. Mescolare con cura e lasciar raffreddare.

Il composto deve risultare morbido.

Preparare l'impasto a base di farina.

Nel mixer versare le 2 farine, il cucchiaino di sale, azionare per qualche secondo e aggiungere il lievito sciolto precedentemente con un pizzico di zucchero.

Aggiungere quindi l'acqua di cottura delle patate ed azionare il robot fin ad attenete un impasto morbido.

A questo punto unire all'impasto di pane le patate speziate aggiungendo eventualmente altra farina se dovesse risultare troppo molle.
Dare la forma di una pagnotta, incidere a croce, sigillare con pellicola trasparente, coprire con un panno di lana e lasciare lievitare per almeno 2 ore o fino a quando non si è raddoppiato di volume.

E' proprio la lunga lievitazione che serve al pane, la fretta non gli fa proprio bene.

Passato questo tempo sgonfiare il panetto con un pugno chiuso, rilavorare brevemente e dare la forma definitiva al pane.

Io ho confezionato due filoni e li ho disposti in due stampi da plum cake e il resto dell'impasto in due ciotoline da forno che poi sono sempre le stesse che appaiono nelle foto.

Ho fatto lievitare ancora almeno per un'ora , quindi ho infornato in forno preriscaldato ma non ma non ventilato alla temperatura di 180° dove ho cotto tutte le varie forme contemporaneamente per circa 30'.

Una parte del pane ( i due filoni) li ho regalati le due pagnottelle le ho congelate.



Scaldate in forno sembravano appena cotte.

Si possono gustare così come pane normale ma accompagano egregiamente anche i formaggi del tipo caprino.

Aggiungo ancora una cosa: non posseggo la macchina del pane non perché la snobbi.

Infatti la mia cucina, purtroppo, non è molto spaziosa e quindi.... e comunque il mio robot della Braun se la cava alla grande e poi posso dare al pane la forma che voglio.