martedì 15 aprile 2008

Assegnazione premi e omaggio floreale ai vincitori



E' con grande emozione e gioia che scrivo questo post e lo voglio scrivere in fretta ancor prima di andare a leggere i commenti.
Devo dire che sono stata in "girula" tutto il giorno e solo ora riesco a scrivere qualcosa anche perché prima non c'era rete.

Oggi il mio blog compie 3 mesi, mesi durante i quali ho cucinato tanto specialmente nei fine settimana, quando avevo a casa mio figlio Simone o andavo a casa di Valentina, la mia piccola (30 anni) e le portavo qualcosa di speciale.
Lei aveva e ha sempre gli occhi che le brillano quando arrivo a casa sua perché ogni volta è una sorpresa: le sembra quasi di dover aprire i pacchi di Natale quando esplora la mia borsa frigo.

Ho cucinato tanto, ho fotografato tanto, ho cercato di essere chiara con la spiegazione delle ricette, ho imparato ad aggiungere le foto a........ trascinarle al posto giusto (ogni tanto mi hanno fatto anche dannare perché spariscono pure le maledette!)

Ragazzi e ragazze mi sono divertita da morire.

Ed ora ho ricevuto due premi in 2 giorni consecutivi.

Quando ho letto la mail di Stefano ho capito subito di cosa si trattava e mi è venuta quasi la pelle d'oca.

Non esagero!!!!
.
Ed ora passiamo al bello di questo post. ALLA PREMIAZIONE e all'omaggio per i vincitori.

Il primo premio lo conferisco ad Alessia perché è dolce, tenera, perché fa delle cose deliziose probabilmente facendo i salti mortali.
E forse anche perché la sento come una figliolina acquisita.

Il secondo premio lo conferisco a Stefano perché, anche se si è espresso con poche parole,ha capito tante cose di me: che sono una mamma, , che mi piace cucinare e si vede, e anche perché è uno dei pochi, almeno per ora mi sembra, curatore di un bel blog di cucina.

Il terzo premio, lo conferisco a Mariluna, bel blog, ricette geniali, bella presentazione (io guardo sempre le foto con occhio professionale!) simpatica da morire.

Il quarto premio lo conferisco a Magnolia, perché e simpatica, perché la sua professione è affascinante e per spingerla a creare un blog che illustri le sue esperienze di lavoro.
Magari potrebbe ispirare all'avviamento di questa splendida professione tanti giovani con buone capacità ma con idee poco chiare.

Il quinto premio come non darlo a Panettona che ormai ne avrà una collezione!
Tanto di cappello alla genialità, alla bravura, alla perfezione.
BRAVA!!!!!!

Ed ora per ultimo e spero gradito un premio floreale a tutti i mie cari, nuovi amici e anche a quelli che nominerò in futuro.




Ecco a voi un fiore di pan carré farcito con crema di mortadella.

Ci metterò più tempo a scrivere la ricetta, ricettina è più appropriato, in quanto ci ho messo per preparare questo antipasto, fatto immediatamente prima di scrivere questo post.

Tempo di preparazione: circa 30' per preparare 2 fiori a persona. Dose per 4 persone.
Costo: basso
Difficoltà: *

Ingredienti:

16 fette di pancarre
200 gr. di mortadella
50 gr. parmigiano
1 dl di panna fresca qualche cucchiaio di maionese
Prezzemolo o olive o capperi per decorare

Frullare nel mixer (benedetto a chi lo ha inventato!) la panna, la mortadella tagliata anche con le forbici da cucina e il parmigiano.

Con lo stampino a forma di fiore (ricordate i biscotti di Pola?) ricavarne 16 dalle fette di pan carré, la metà delle quali dovrà essere forata ancora con uno stampino più piccolo.

Spalmare con un po' di maionese i fiori interi farcirli con il composto di panna, mortadella e parmigiano, sovrapporre quindi con il fiorellino forato.
Io, per dare l'idea del pistillo ho messo dei capperi, ma anche una fettina di oliva andrà bene.

Ma perché non farcire anche altri fiori con una mousse di tonno o di prosciutto??

Ciao a tutti e ancora grazie.

lunedì 14 aprile 2008

Bouquet di grissini ai tre gusti


Dedico questo bouquet alla piccola Alessia, in particolare, e a tutte le altre amiche di blog.

Non sono molto brava nell'organizzazione del mio blog ma siate pur certe che imparerò questo e altro colmando alla grande tutte le mie lacune o meglio chiamoli abissi!!!

Ma adesso cosa importa se ancora non so fare molto col computer?

Alla fine della fiera sono le ricette che sono importanti e la passione che ci accomuna.

Vero ragazze????

Ho preparato questi grissini e parecchie altre cose lo scorso fine settimana.

C'era il compleanno di Sabry, amica storica di mia figlia Valentina, poi ho preparato uno strudel e.... altro.

Un po' per volta pubblicherò tutto.

Questa è una preparazione facile ed economica e non richiede troppo tempo, ma forse il mio è un punto di vista.

Non è per approfittare della pazienza altrui ma se capitate su questo post leggetelo fino in fondo: infatti ci sono delle idee che mi sono venute all'ultimo momento......

Gli ingredienti sono pochi e probabilmente non avrete neppure bisogno di uscire di casa per procurarveli.

Adesso bando alle ciance : il preambolo è stato anche troppo lungo!!!

Tempo di preparazione: circa 45' per la preparazione della pasta e la preparazione della farcia.

Costo: Basso

Difficoltà: **

Ingredienti:

350 gr. di farina 00
350 gr. di farina di grano duro o Manitoba

1 cubetto di lievito da 25 gr.
3 cucchiai di olio extravergine di oliva
sale q.b.
1 manciata di olive da denocciolare e tr
itare
2 rametti di rosmarino tritato
1 cucchiaio di pinoli

2 cucchiai di mandorle a filetti oppure mandorle a pezzetti.


Si inizia dalla pasta di pane fatta nel solito modo.

Mescolare nel mixer le 2 farine, 1 cucchiaino da the di sale fine, il lievito sciolto in acua tiepida con l'aggiunta di una puntina di zucchero.
Aggiungere altra acqua caldo fino ad ottenere un panetto MORBIDO.

Questa volta dopo il taglio a croce, dopo averla unta in superficie (una volta, tanto per provare non l'ho fatto e sono stata mezz'ora a togliere la pasta dalla pellicola) ho coperto le 2 scodelle con la solita sciarpa o piccolo plaid e l'ho messo nel forno spento.

Così non prendevano aria, né correnti calde, fredde o tiepide e non stavano tra i piedi ad ingombrare spazi utili.

Nel frattempo ho preparato le tre "farciture" come appare dalle foto e cioè una manciata di olive verdi che ho denocciolato e tritato, le scaglie di mandorle e i pinoli perché volevo far fuori 2 avanzi in un colpo solo e il rosmarino che sono andata a raccogliere con l'ombrello anch'esso, in questo caso asciugato e tritato.




Quando ho giudicato la pasta di pane ben gonfia, al solito dopo 2 ore l'ho sgonfiata con il pugno chiuso e l'ho divisa, grosso modo, in tre porzioni.

Ad ognuno di essi ho aggiunto con PAZIENZA , senza farmi prendere dalla disperazione, il contenuto delle 3 ciotoline.

Formare altri 3 panetti, taglio a croce e rimettere a lievitare.




Si raddoppieranno di nuovo di volume e a questo punti stendere ogni panetto allargandolo con le mani in modo da formare una sfoglia spessa più o meno un centimetro.

Accendere il forno a 200°. Usare la modalità ventilazione.

Tagliare a strisce e arrotolare come appare in foto adagiando ogni striscia su placche grandi foderate con carta da forno . La foto non c'è perché in fase di sistemazione delle illustrazioni è sparita e quindi....



Non si deve avere paura: durante il trasporto dal piano di lavoro non si rompono.

Man mano che avrete riempito le placche infornatele anche due per volta se avete il forno ventilato, ma credo che ormai siano tutti così.

Vedrete, mentre preparate gli altri grissini quelli in forno si cuoceranno in non più di 10'/15'.

Ognuna di noi conosce i segreti del proprio forno quindi non aggiungo altre istruzioni.

Quando saranno tutti cotti, non c'è bisogno di dividerli, tanto si riconoscono.

Provate a nasconderne una certa quantità, altrimenti i vostri commensali se li divoreranno tutti.

Io ne ho tenuto da parte un po' perché li volevo dare a mio figlio che l'indomani sarebbe tornato a Milano ma.... siamo andati a mangiare da mia figlia Valentina e allora li ho portati a casa sua e li abbiamo scaldati in forno mentre si cuoceva altro.

Ebbene erano ancora più buoni della sera prima e mio figlio è andato a Milano senza.

Ma glieli rifaccio.

Mi viene in mente che potete aggiungere alla pasta di pane della salvia tritata, delle noci,
spolverizzare con sesamo, spolverizzare con curry in modo di avere tanti tipi diversi di grissini.

Divertitevi ragazze!!!!!!

sabato 12 aprile 2008

Biscottini di Pola



Care amiche di blog oggi sono molto contenta perché sto scrivendo il mio 50° post.

Devo dire che ho cominciato quasi per gioco.

Devo dire che mi sto divertendo da matti.

Devo dire che, dialogando con le altre blogger, spesso molto giovani, mi sembra quasi di avere tante amiche in più.

A tutte dedico questa ricetta scovata sfogliando un vecchio, per l'epoca nostra, libro, un cult per l'epoca. Parlo della fine degli anni '40.

Intendo parlare del "Talismano della felicità" scritto da Ada Boni.

Care ragazze chiedete alle vostre mamme e soprattutto alle vostre nonne se ne hanno sentito parlare e soprattutto sfogliato.

Si tratta di un'opera poderosa, quasi 1000 pagine con veste editoriale, vista con gli occhi di oggi, piuttosto modesta, priva di immagini e adornata da pochi disegnini in punta di pennino.

Tante ricette tutte da scoprire.

Ma dopo questa lunga nota introduttiva veniamo al sodo.

Ho preparato questi biscottini con uno stampino a fiore (l'aspetto però mi sembra molto grazioso) mentre era raccomandato uno tondo in modo da farli assomigliare a degli scones.

Tempo di preparazione:almeno 2 ore ( ma ne vengono una valanga), più il tempo di lievitazione.

Costo: medio.

Difficoltà: **

Ingredienti:

500 gr. di farina 00
200 gr. di burro
1 uovo intero più 1 per la doratura
25 gr. di zucchero
25 gr. di lievito di birra
poco latte per sciogliere il lievito
Sale e cumino in polvere


Si inizia sciogliendo il lievito in latte tiepido con l'aggiunta di un mezzo cucchiaino di zucchero.

Si versa nel mixer la farina e lo zucchero, si aziona per qualche secondo poi si aggiunge il burro a pezzetti e si aziona il robot fin quando il burro si è amalgamato alla farina (faccio così anche quando preparo l'impasto della crostata).

A questo punto si uniscono il lievito sciolto e l'uovo e aziono ancora fin quando si forma una palla.

Rispetto alla ricetta originale ho messo l'impasto in frigo perché in quel momento avevo altro da fare e l'ho ripreso in considerazione il giorno dopo.

Si rilavora il panetto brevemente si stende quindi la pasta col matterello fino ad ottenere un sfoglia dell'altezza di 1 cm. e, con un tagliapasta della forma che si vuole, ricavare dei biscotti.
Reimpastare i ritagli fino ad esaurimento degli stessi e della pazienza che è rimasta.

Disporli su varie placche foderate con carta da forno coprirle con un telo da cucina.
Far lievitare in luogo tiepido.




Quando saranno ben lievitati o "sviluppati" come dice l'autrice si spennellano pazientemente con uovo sbattuto, si spolverizzano leggermente con sale fine e col cumino (si trova al supermercato)

Si mettono in forno preriscaldato e ventilato a 160/170° fino a doratura.

Dopo i primi 10' li controllo a vista.

Devono apparire biondo chiaro e si possono conservare in scatola di latta a lungo, se non finiscono prima.

Devo dire che mia figlia dive che il cumino dà fastidio, ma in fin dei conti è la caratteristica della ricetta.

Un'altra amica invece mi ha detto che le sono piaciuti molto così, ed io concordo.

Si può provare a lasciare qualche biscotto senza cumino e poi vedere in quale versione si preferisce.














giovedì 10 aprile 2008

Betangian u leben


La melanzana era una verdura molto amata in Missione e qui mi riferisco alla nostra missione archeologica in Iraq e precisamente a Bagdad.

Il nostro direttore andava addirittura in visibilio quando il nostro cuoco Stephan preparava la parmigiana ( noi ci facevamo arrivare il parmigiano dall'Italia).

Ma a me piacevano soprattutto le melanzane allo yogurt e pensavo, erroneamente, che questo fosse un piatto tipico arabo, mentre invece è diffuso in tutto il Medio Oriente.

Come in tutti o quasi i paesi orientali lo yogurt o leben era ed è molto presente nelle abitudini alimentari di quelle popolazioni.

Sulla mensa della missione arrivava anche sotto forma di bevanda da sorbire durante il pasto, opportunamente diluita con acqua e leggermente salata.

Ma a me piacevano soprattutto le melanzane con lo yogurt e ho proposto, e con successo, questo antipasto o contorno, sulla mensa di casa mia tant'è vero che al pranzo di compleanno di mia figlia non deve mai mancare.

Le melanzane di Bagdad le ho solo viste cucinate , ma credo che la varietà fosse unica, ma noi qui ci possiamo sbizzarrire.

La preparazione è semplice, il costo basso e, dato che le melanzane si trovano tutta l'anno, si possono preparare sempre.

Tempo di preparazione: circa 30' più il riposo delle melanzane.

Costo: basso.

Difficoltà: *

Ingredienti:

1 melanzana media
1 mazzetto di basilico
2 spicchi di aglio fresco
olio per friggere
sale q.b.
Yogurt intero 2 vasetti


Io sbuccio la melanzana perché così preferisce mia figlia, ma si può anche lasciare la buccia.
Ricavo delle fette regolare non troppo alte, 1/2 cm o poco più, le salo leggermente e le lascio riposare per 30' affinché eliminino l'acqua amarognola.

Le sciacquo, le asciugo con cura e le friggo in olio per friggere tipo Friol.

Elimino l'eccesso di unto diponendo le fette man mano su carta da cucina.

Per chi è a dieta o vuole una preparazione più leggera può anche semplicemente grigliarle, ma la morte loro sono fritte.

A questo punto si dispongono a strati in un piatto da portata cospargendo ogni strato con yogurt
intero , poco aglio fresco e del basilico, se di stagione, tagliati finemente.

Per me aglio e basilico sono basilari.

Alla fine si copre il piatto con pellicola trasparente e si lascia riposare in frigo per poche ore, affinché i sapori e profumi si amalgamino.

Sono veramente una bontà.

Nella foto ho messo un rametto di prezzemolo per decorazione in quanto al momento non avevo il basilico, ma l'aglio, sotto sotto c'era!!!!!




martedì 8 aprile 2008

Pizza Cipo e Gorgo e altre 2

Partiamo dai prolegomeni della mia pizza.

Prima la facevo come mi ha insegnato mia madre e cioè facendo bollire 2 patate da aggiungere, schiacciate, alla farina e al resto.

Poi mi sono stufata di aggiungere le patate perché mi portavano via un sacco di tempo, si fa per dire.
Poi ho mescolato due tipi di farina, grano duro, poi passata alla Manitoba, e farina 00, più 3 cucchiai di olio e il lievito.

Poi ho imparato che il lievito lo potevo congelare così, se lo dimenticavo in frigo non lo ritrovavo ammuffito.

Poi l'altra mattina ho telefonato a mia madre, la mitica nonna Rosina, per sapere in quale quantità aggiungeva i fiocchi di patate per la purè istantanea e così è venuta fuori questa base per pizza su cui mi sono sbizzarrita.

A mio figlio Simone sono quasi venute le lacrime agli occhi, non solo per l'odore delle cipolle che ancora aleggiava in casa e neanche per la fame delle 9 di sera.

Era venuta veramente meglio del solito e , non fo per dire, la mia pizza di solito è buona anche a detta dei volontari che spesso capitano per casa.

Tempo di preparazione.30' più il tempo di lievitazione.

Costo : medio.

Difficoltà. **

Ingredienti:

350 gr. di farina 00
350 gr. di farina di grano duro o Manitoba
40 gr di preparato per purè istantaneo
25 gr. di lievito di birra
1 cucchiaino da the di sale fine

Per la farcitura:

Salsa di pomodoro e origano per la pizza con pancetta coppata (3/4 fettine) e taleggio e per quella con prosciutto e fontal.

Per la pizza con il gorgonzola: 1/2 cipolla frullata con poco olio e gorgonzola dolce ( l'origano qui non va messo).


Ho messo nel mixer le 2 farine e i fiocchi di patate e li ho mixati per alcuni secondi.

Non mi sono fidata del fatto che i cucchiai del preparato erano pochi e li ho pesati perché 1 cucchiaio di fiocchi di patate non sono certo 30 gr.

Ho aggiunto quindi il lievito sciolto in acqua fredda in quanto lo avevo tolto dal congelatore , più mezzo cucchiaino di zucchero e dell'acqua calda, un po' per volta, fin quando ho ottenuto una pasta MORBIDA.

Ripeto la pasta deve essere morbida, quasi un tantino appiccicosa, solo così la pizza o il pane saranno soffici.

Ho lavorato il panetto per qualche minuto sulla spianatoia, ho inciso a croce , sigillato con pellicola trasparente e coperto con un plaid.

Devo dire anche che di solito spennello il panetto con un poco d'olio, così non si appiccica alla pellicola.

Passate 2 ore o più, quando il volume del panetto è raddoppiato, l'ho diviso in 4 porzioni da farcire, come in questo caso in altrettanti differenti modi.

La prima pizza , semplice l'ho cosparsa con una leggera spolverata di sale e aghi di rosmarino, se colto al momento è meglio.





E' la cosiddetta PIZZA DEL CICLISTA come dicono in Romagna da mangiare con prosciutto crudo e squaqquerone. In mancanza di questo lo stracchino va ugualmente bene.

La seconda chiamata dai miei figli CIPO e GORGO è stata preparata spalmandovi sopra una mezza cipolla frullata con un po' di olio.



Va cotta fino a doratura della cipolla e poi cosparsa di gorgonzola dolce.

Da provare!!!!!

La terza è stata preparata cospargendola con qualche cucchiaio di passata di pomodoro, pancetta coppata e taleggio.




La quarta con il pomodoro, prosciutto cotto e fontal, che adopero sempre quando faccio la pizza.

Manca la foto, perché nel frattempo era arrivato mio figlio con una fame indiavolata e quindi....


Mi dispiace che non posso far vedere un particolare delle pizze, ma il motivo l'appena detto.

E come sempre BUON APPETITO!!!!!!!









sabato 5 aprile 2008

Pane speziato al curry e patate




Ho pescato questa ricetta in un vecchio numero di Gioia e la prima volta che l'ho preparato mi sono dovuta affrettare altrimenti non avrei beccato neanche l'ultima fetta.

Devo dire che il curry mi piace molto e l'ho cominciato ad apprezzare a Baghdad dove il nostro cuoco Stephan ci preparava una quantità di piatti con questa spezia.

Ma il curry che lui usava era indiano e così buono e profumato non l'ho mai più trovato.

Ricordo ancora la scatoletta metallica con coperchio a pressione e il profumo che emanava.

Qualcosa che si avvicina abbastanza è il curry della Ducros, ma ci deve essere scritto solamente la parola "Curry" e non "Curry powder" perché allora si tratta di varie spezie mescolate tra cui la curcuma e il profumo dell curry proprio è quasi svanito.

Mi hanno detto, inoltre che il curry ha le stesse proprietà dell'aspirina senza gli effetti collaterali che alcune persone accusano.

Ma veniamo alla ricetta del pane e , vi assicuro , ne vale veramente la pena.

Tempo di preparazione:circa 30' per preparare l'impasto e un minimo di 2 ore per la lievitazione.

Costo: basso

Difficoltà.**

Ingredienti:

250 gr. farina 00

250 gr. farina grano duro o Manitoba
1 cucchiaino da the di sale fine
500 gr. di patate
1 cubetto di lievito di birra da 25 gr.
2 cucchiai colmi di curry


Sbucciare le patate, tagliare a tocchetti e cuocerle in acqua salata per almeno 10/15 minuti.
Scolarle e tenere da parte un bicchiere da almeno 150ml dell'acqua di cottura.
Passarle allo schiacciapatate o schiacciarle con una forchetta e aggiungere 2 cucchiai colmi di curry. Mescolare con cura e lasciar raffreddare.

Il composto deve risultare morbido.

Preparare l'impasto a base di farina.

Nel mixer versare le 2 farine, il cucchiaino di sale, azionare per qualche secondo e aggiungere il lievito sciolto precedentemente con un pizzico di zucchero.

Aggiungere quindi l'acqua di cottura delle patate ed azionare il robot fin ad attenete un impasto morbido.

A questo punto unire all'impasto di pane le patate speziate aggiungendo eventualmente altra farina se dovesse risultare troppo molle.
Dare la forma di una pagnotta, incidere a croce, sigillare con pellicola trasparente, coprire con un panno di lana e lasciare lievitare per almeno 2 ore o fino a quando non si è raddoppiato di volume.

E' proprio la lunga lievitazione che serve al pane, la fretta non gli fa proprio bene.

Passato questo tempo sgonfiare il panetto con un pugno chiuso, rilavorare brevemente e dare la forma definitiva al pane.

Io ho confezionato due filoni e li ho disposti in due stampi da plum cake e il resto dell'impasto in due ciotoline da forno che poi sono sempre le stesse che appaiono nelle foto.

Ho fatto lievitare ancora almeno per un'ora , quindi ho infornato in forno preriscaldato ma non ma non ventilato alla temperatura di 180° dove ho cotto tutte le varie forme contemporaneamente per circa 30'.

Una parte del pane ( i due filoni) li ho regalati le due pagnottelle le ho congelate.



Scaldate in forno sembravano appena cotte.

Si possono gustare così come pane normale ma accompagano egregiamente anche i formaggi del tipo caprino.

Aggiungo ancora una cosa: non posseggo la macchina del pane non perché la snobbi.

Infatti la mia cucina, purtroppo, non è molto spaziosa e quindi.... e comunque il mio robot della Braun se la cava alla grande e poi posso dare al pane la forma che voglio.





mercoledì 12 marzo 2008

Ciambelline pasquali

Eccola qui l'idea per ornare con queste speciali, profumate, e non sapete quanto!!, decorative ciambelline la vostra tavola di Pasqua.

Le ho preparate per regalarle alla mia amica Renata, e la abbiamo mangiate il giorno dopo anche se suo marito faceva loro, famelico, la ronda.

Ancora il giorno dopo profumavano l'aria, ma non erano più così fragranti.

Consiglio quindi di preparale e consumarle in giornata.

Basta preparare la pasta di pane la sera prima, metterla nella parte bassa del frigo e riprenderla in considerazione il giorno dopo.

Si possono anche , prima di portarle in tavola passarle qualche minuto in forno moderato.

Mettiamoci all'opera dunque!!!!!

Tempo di preparazione

30' per impasto e ripieno

2 ore per la lievitazione della pasta

Costo: medio

Difficoltà: **


Ingredienti:

Per la pasta

300 gr. di farina 00
300 gr. di farina di grano duro o manitoba
1 cubetto di lievito da 25 gr.
1 cucchiaino da the di sale nella pasta
3 cucchiai di olio extravergine


Per la confezione delle ciambelline
6 uova
200 gr. di prosciutto cotto
maggiorana
prezzemolo tritato
basilico tritato
pepe macinato al momento


Mettere nel mixer le 2 farine, il cucchiaino da the di sale fine, azionare per pochi secondi onde mescolare le farine, quindi aggiungere il lievito di birra precedentemente sciolto in acqua tiepida con l'aggiunta di un pizzico di zucchero.

Aggiungere ora dell'acqua ben calda fino ad ottenere un impasto MORBIDO.

Fare una palla del panetto, lavorandolo un poco, praticare un taglio a croce e mettere a lievitare, coperto da pellicola trasparente e da un plaid.

Se non si ha tempo di confezionare subito le ciambelline (dopo la lievitazione), mettere la scodella che contiene la pasta in frigo e riprendere a lavorare in seguito.

Mentre attendete la lievitazione, rassodate per 4' delle uova.

Con la pasta preparata ho confezionato 6 ciambelle, quindi 6 uova.

Preparare anche l'impasto frullando grossolanamente il prosciutto a cui si aggiungeranno prezzemolo tritato, maggiorana e il basilico se di stagione. Io ho macinato anche del pepe al momento.

Ricavare dalla pasta dei cordoncini, intrecciarli e sistemarli intorno alle uova in modo da formare delle ciambelle.




Infornarle quindi dopo averle adagiate su carta da forno e pennellate con olio.



Ricordarsi di distanziarle perchè in cottura cresceranno ancora.

Forno 180° per 30'.





















domenica 9 marzo 2008

Corona dell'8 marzo



Dovevo pubblicare ieri questa, per me, new entry culinaria ma sono andata di corsa ad Avigliana a casa della mia adorata amica Renata a cui questo dolce era destinato.

Lo faccio ora sperando che questa novità sia gradita.

Sono comunque sicura del risultato, perchè ho avuto modo di assaggiarla.

In un primo tempo ho consigliato a Renata di congelarne una parte, viste le dimensioni, circa 28/29 cm. di diametro, ma dopo l'assalto che c'è stato non ce n'è stato più bisogno.

Si tratta di un pan brioche adatto ad una prima colazione o ad un brunch e che necessita di una certa abilità manuale ma, SOPRATTUTTO, di una lunga lievitazione.

La riuscita è assicurata e la soddisfazione per aver preparato una dolce così buono ma soprattutto bello è veramente grande.

Tempo di preparazione: 30'/40' usando il mixer.
Tempo di lievitazione circa 12 ore per l'impasto e 2 ore per il dolce confezionato prima della cottura.

Costo: medio.

Difficoltà: ***

600 gr. di farina 00
100 cl di latte
40 gr lievito di birra
6 uova
100 gr di zucchero
30 gr. di cacao amaro
1 pizzico di sale
1 bustina di vanillina


Si mette a bagno il lievito nel latte appena tiepido se si usa il lievito conservato in frigo.
Occhio alla scadenza.

Io lo congelo e lo metto a bagno nel latte freddo.

In una scodella si rompono le uova, e si usano intere, si aggiungono quindi il latte ed un pizzico di zucchero.

Intanto si fa ammorbidire il burro.

Nel mixer si mette la farina setacciata e si aggiungono un pò per volta tutti gli altri ingredienti.

Per ultimo si aggiungono in burro sciolto e la vanillina.

Si aziona quindi il mixer per altri 2 minuti ad intervalli di 30 secondi l'uno e poi si "versa" il composto in una capace scodella.

Dico che si versa l'impasto perchè con la quantità di burro e con tutte le uova che si mettono rimane cremoso.

Si sigilla con pellicola trasparente, si posiziona nella parte bassa del frigo e ve lo dimenticate fino al giorno dopo.

Devono comunque passare almeno 12 ore prima di riprendere in considerazione l'impasto.

Il mattino dopo si mette sulla spianatoia la pasta lievitata che nel frettempo non solo si sarà solidificata ma sarà anche aumentata di volume, la si lavora per qualche minuto, la si divide a metà e si amalgana ad una parte il cacao sciolto in poca acqua.

Si lavora quindi la pasta scura con cura fin quando il cacao si sarà amalgamato bene al panetto.

Si lavorano quindi le due paste infarinando e dando loro la forma di due grossi cordoni aventi lo stesso diamento di circa 4/5 cm.






Si intrecciano quindi senza schiacciarli troppo in modo da ottenere un torciglione bicolore e saldandone le estremità.

Si trasferisce quindi il tutto sulla placca ricoperta da carta da forno e si lascia lievitare per almeno 2 ore coprendo con uno strofinaccio pulito e con una coperta per agevolare al massimo questa seconda lievitazione.

Si cuoce la corona in forno preriscaldato a 180° per circa 45 minuti.

Controllarne la cottura infilando uno stuzzicadenti. Se risulterà asciutto il dolce potrà essere sfornato.

Appena la parte chiara, tenetela d'occhio, comincia a diventara appena dorata coprire con altra carta da forno per evitare che scurisca troppo.




Io, essendo l'8 marzo ho decorato il foro centrale con delle mimose, ma in altre stagioni si possono usare i fiori reperibili in quel momento e, a Natale, con rametti di agrifoglio.

E come al solito BUON APPETITO!!!!!





giovedì 6 marzo 2008

Pane alle noci e ricotta salata sarda e muffins



L'idea è nata dall'acquisto di un costoso, per me, stampo da muffins.

Ho preparato della pasta di pane fatta nel solito modo ma di cui darò le indicazioni, da delle belle noci sgusciate che languivano in dispensa e da della ricotta pecorina acquistata da Eurospin.

La preparazione è semplice, l'effetto molto decorativo.

Perché non pepararne in buona quantità e servirli come panini individuali durante il pranzo di Pasqua o in qualunque occasione in cui si voglia dare un tocco raffinato alla tavola?

Tempo di preparazione: non più di 30' più il tempo per la lievitazione.

Costo: basso

Difficoltà: **

Ingredienti:

300 gr. farina 00
300 gr. di farina di grano duro o Manitoba
1 cubetto di lievito di birra da 25 gr. sciolto in acqua tiepida
3 cucchiai di olio extravergine di oliva
1 cucchiaino da the di sale fine
acqua ben calda q.b.

Per la farcitura

Alcune noci sgusciate
100 gr. di ricotta pecorina o altro formaggio a parta semi soda


Ho impastato gli ingredienti per fare la pasta di pane col solito amico mixer e l'ho lasciata lievitare a lungo.

Lei non si lamenta se viene dimenticata per un po', anzi cresce meglio.

Nel frattempo ho spezzettato con le mani le noci e ho tagliato a dadolini la ricotta che si è presentata un po' troppo soda, ma come ho potuto constatare dall'assaggio, molto gradevole.
Volendo si possono usare altri formaggi a pasta soda come scamorza e simili.

Ho suddiviso questi due ingredienti in due.

Una parte l'ho aggiunta, incorporandola, a metà della pasta di pane e ho lavorato il panetto fin
quando noci e ricotta non si sono amalgamati bene.

Ho unto due stampini in ceramica da forno (i miei misurano 10 cm. di diametro), ho praticato un taglio a croce e ho fatto lievitare ancora.









Sono passata quindi allo stampo per muffins.

Sul fondo ho messo un dischetto di pasta su cui ho adagiato le noci e la ricotta, come appare in
foto. Ho quidi adagiato sul tutto un altro dischetto.

Si possono anche usare dei pirottini in alluminio.




Forno preriscaldato a 180° per 45'.




Una volta raffreddati ne ho congelato una parte.

martedì 4 marzo 2008

Liquore all'arancio

Ci sono in vendita ancora delle belle arance a prezzo ragionevole, anche se non ce le tirano ancora dietro e, con i tempi che corrono, mai lo faranno.

Ho deciso quindi di preparare questo liquore anche se in casa sono fans sfegatati del limoncello che, visto con quale frequenza me lo richiedono, penso proprio che sia bevuto come l'acqua.

Ho acquistato delle arance biologiche dell'Almaverde bio, le ho pelate tutte, maledicendo il momento in cui avevo deciso di farlo, le ho messo in alcol, agitando la "burnia , cioè il barattolo che le conteneva una volta al dì per un mese.



Il colore che si andava formando era molto bello e mi ricompensava della fatica dello speluccamento.

Gli ingredienti sono 4: arance belle sode con pelle lucida, alcol, zucchero e acqua.

Tempo di preparazione: circa 40'

Costo: abbastanza elevato dovuto all'alcol ( da Lidel a euro 10.99)

Difficoltà: *

Ingredienti:

1 kg. di arance biologiche
500 cl di alcol a 90°
650 cl di acqua ( volendo il liquore più forte ridurre a 500cl)
500 gr. di zucchero



Come ho già annunciato si lavano le arance, facendo attenzione a prelevare solo la parte arancione, si mettono in un barattolo con chiusura a tappo ()con la gomma e si lasciano in infusione per almenno un mese.

Trascorso questo tempo si prepara uno sciroppo facendo sciogliere lo zucchero in acqua, lo si fa bollire per pochi minuti e lo si lascia raffreddare.

Lo si aggiunge all'alcol dal quale sono state eliminate le scorzette, si mescola bene e si imbottiglia.



Attendere un mese o due prima di assaggiarlo.