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martedì 8 luglio 2008

La comare Nicoletta e lo Zuccotto di Mammazan





Ore 8 p.m. (in America si usa indicare così le 8 di sera. Ante meridiem dall’1del mattino fino alle 12 e p.m.,appunto post meridiem, dalle 12 alle 24 ).

Squilla il telefono.

OMMADONNA CHI E’ CHE TELEFONA A QUEST’ORA????

E’ Angelo da New York che mi annuncia che sua madre, la comare Nicoletta era deceduta il giorno prima.

Lo dico subito, la storia è lunga per cui staccate il fisso, disattivate il cellulare , magari spegnete il gas così nessuno rompe.

Ora la comare Nicoletta è una figura importante nella storia della mia famiglia.

In meridione era invalso l’uso di mandare i propri figli a bottega e cioè i maschi ad imparare il mestiere presso il barbiere e le femmine a cucire presso le sarte.

Ora mia madre, donna intelligente ma non amante dello studio, anche perché le scuole appena dopo le elementari erano lontane e si doveva prendere il treno, andò ad imparare l’arte da colei che in seguito diventò la comare Nicoletta, ovvero frequentò la scuola d’Italia.

Perché d’Italia ?

Perché io non sapevo la dicitura esatta fosse “ Scuola di taglio e cucito” e così per anni per me il nome fu semplicemente come ho indicato sopra.

Mia madre amava cucire, era precisa puntigliosa e presto diventò, quando imparò a confezionare bene i capi, la maestra dei bambini, in quanto amava cucire i capi dei piccoli.

Era divertente e teneva allegre le sue compagne, ridendo e scherzando, rifacendo il verso dei venditori ambulanti che passavano per la strada e, cantilenando, decantavano la bontà delle loro mercanzie.

“Sò rosse e pummodore!!!!!! Sò rosse!!!

Lei rifaceva il verso e loro si stizzivano.

In più componeva anche delle poesie in dialetto.

La sua maestra l’amava molto.

La famiglia di Nicoletta era molto numerosa, varie sorelle quasi tutte belle e qualche fratello.

Una di queste, Rita, dopo il matrimonio andò ad abitare a Roma con il marito che era collega, come guardia di finanza, di mio padre.

Un giorno mio padre chiese a Stefano, il marito di Rita appunto, se sua moglie con conosceva qualche brava ragazza al suo paese.

Sì la conosceva.

Invio di foto di mia madre, 17 anni e bellissima (lo è ancora adesso a 84 anni).

Matrimonio con testimoni di nozze, Stefano e Rita e tutti i suoi componenti della sua famiglia e i miei divennero “compari”.

Essere compari in meridione è quasi come diventare parenti, per chi non lo sapesse, senza contare l’amicizia preesistente fra le due famiglie.

Ricordo ancora che in campagna, noi andavamo sempre a trovare i miei nonni a settembre, mio padre interrogava me ed Angelo (quello che all’inizio del racconto mi ha telefonato) sui verbi latini.

Noi due rispondevamo a turno e velocemente pure (ecco perché me li ricordo ancora adesso, compresi quelli irregolari), solo che mio padre lodava solo il mio amico e non me (lo avrei strozzato , mentre mia nonna che assisteva a questa pseudo gara si stizziva per l’ingiusto trattamento).

Passarono gli anni e fine anni ’50 la famigliola composta da Angelo, Nicoletta e Antonio suo padre, sarto pure lui, partì per tentare la fortuna in America.

I genitori continuarono a esercitare il loro mestiere, mentre il ragazzo sedicenne, cominciò a frequentare le scuole locali.

Non molto tempo fa gli ho chiesto come se la fosse cavata con l’inglese una volta approdato in America e lui mi ha risposto che sapeva solo dire”Yes”.

Ma poi se l’è cavata alla grande, visto che non molto tempo fa è andato in pensione come rettore di un college.

Ricordo ancora quando inizio anni ’70 venne in Italia con la sua prima moglie, molto graziosa.

Capello lungo, bella voce, molto simpatico.

E ricordo ancora un particolare che mi raccontava mia madre circa l’incontro che avvenne tra la comare Nicoletta con colei che sarebbe diventata la sua consuocera, che era andata ad incontrarla vestita con il suo costume: era vestita da pellerossa!!!

Non tutte le madri sono così fortunate ad avere un figlio come Angelo.

Mi ha raccontato, nel corso della telefonata che l’anno scorso l’aveva portata con sé in California (93 anni) in occasione di un matrimonio o di una nascita, senza contare tutte le volte che sono venuti in Italia a trovare i loro parenti, e che d’inverno durante la stagione operistica la accompagnava almeno 4 volte al Metropolitan (con 2 cuscini per farla stare più comoda) .

E l’ha seguita con amore e trepidazione fino alla fine.

Mia madre la sentiva regolarmente al telefono senza contare tutte le volte che si scrivevano.

Ora questa piccola, grande donna non c’è più e a lei dedico, modesto omaggio, l’ultimo dolce che ho preparato e cioè lo zuccotto con ripieno di crema chantilly.

Tempo di preparazione:circa30’/40’ usando del Pan di Spagna pronto

Costo: medio

Difficoltà: **

Ingredienti

1 Pan di Spagna pronto

Per la crema pasticcera

3 uova
30 gr di farina 00
100 gr di zucchero
1/2 litro di latte
la buccia di un limone

50 gr di torrone
100 gr di cioccolato amaro ridotto in scaglie
200 gr di panna fresca da montare o più se gradite una crema più ricca
3 cucchiai di zucchero a velo per montare la panna
Caco amaro per la decorazione

La crema pasticcera è semplice da preparare anche perché uso il metodo collaudato di mia madre e cioè mescolo in un tegame a fondo spesso la farina e lo zucchero aggiungendo un goccio di latte freddo fin quando i due ingredienti, amalgamandosi perfettamente hanno formati una cremina .

Aggiungo la buccia di limone, eliminata in un secondo tempo, e sempre mescolando i rossi d’uovo.

A questo punto metto sul fuoco, debole, e aggiungo a filo il latte bollente e continuando a girare fin quando la crema non velerà il cucchiaio.

In questo caso la faccio addensare di più perché non voglio avere una preparazione troppo fluida.

Metto quindi il tegame a raffreddare in acqua ben fredda continuando a rimestare fin quando il tutto si è appunto raffreddato e questo per evitare che si formi in superficie una sgradevole crosta dura.

Mettere in frigo fino al momento dell’utilizzo.

Ora dividere gli strati del Pan di Spagna.

E’ l’ultima volta che lo compro fatto perché i tre strati sono così appiccicati l’un l’altro che è un’impresa separarli e su qualcuna di voi ha un metodo furbo me lo dica.

Ho foderato uno stampo da zuccotto, appena acquistato, con pellicola trasparente, facendone fuoriuscire i lembi, e vi ho collocato delle fette di Pan di Spagna, ricoprendone tutta la superficie.

Ho pennellato questa “scocca” con succo di frutta all’albicocca , ma ognuna può scegliere il gusto preferito, diluito con poco latte, giusto per non mettere il Maraschino (Simone ha detto:”Basta

Maraschino” che comunque ci sarebbe stato bene).

Montare la panna fresca con 2 o 3 cucchiaia di zucchero a velo e,quando è ben soda mescolarla delicatamente alla crema pasticcera lavorata per qualche istante per renderla più cremosa.

Aggiungere quindi del torroncino ben pestato e delle scaglie di cioccolato amaro ( insomma è la crema che si usa per la torta Zurigo)

Versare quindi una parte del composto nello zuccotto e adagiarvi sopra un disco tagliato in misura adeguata di pan di Spagna (io l’ho fatto per far rendere di più il dolce.

Versare il resto della crema e coprire con un terzo disco.

Sigillare bene rimboccando i lembi delle pellicola e metter in frigo.

Una mezz’ora prima di portare in tavola, sformare il dolce su un piatto da portata.

La pellicola trasparente è di grande aiuto.

A dire il vero non l’ho sformato neanche io, infatti l’ha fatto Valentina che mi stava aiutando e l’operazione è stata veloce e facile.

Spolverizzare di zucchero a velo e, per creare una veloce e facile decorazione appoggiare, sul dolce uno di quei centrini di carta su cui di solito si sistemano i dolci, spolverizzando con cacao amaro.

Lo si può vedere dalle foto.

Se possibile fare attenzione a non bagnare troppo il pan di Spagna altrimenti il dolce si affloscerà un poco.

Se avete tempo preparatelo.

Non è difficile, è buono e costa veramente poco e poi se mai dovesse avanzare, dico se mai, è buono anche il giorno dopo.

E come al solito…. BUON APPETITO!!!!!!!!!!

lunedì 26 maggio 2008

Cupola di crepes farcite alla nutella con copertura di crema pasticcera









Oggi, anzi ieri , era il compleanno della mia bimba.

Infatti grazie a www.maledetta connessione.it non sono riuscita a pubblicare.

Ebbene sì Valentina, la mia meravigliosa Valentina compie 30 anni!!

Ricordo ancora quando rimasi incinta: Simone aveva 9 mesi e io ebbi un ritardo.

Mio marito era vagamente preoccupato ma io gli dissi:” Va tranquillo , ho le tette sgonfie”.

Però alcuni giorni dopo andò a ritirare le analisi , ripetute 2 volte tanto per essere tranquilla.

Gli chiesi :” Bè, allora?”.

E lui:” A proposito, tanti auguri!!”.

Furono mesi intensi : lavoro, casa, un bimbo piccolo che ogni giorno ne aveva una grazie al nido e via dicendo.

Le mamme con due , tre e quattro figli sanno cosa vuol dire.

C’era sì il Milton, c’erano i chiks (non ricordo come si scrive) una sorta di fazzolettino che si metteva nel pannolino per raccogliere la produzione del pupo.

C’erano i CIRIPA’. Le più giovani chiedano alle loro mamme cosa sono, che andavano messi a mollo sterilizzati e asciugati all’aria.

Per questo il cattivo tempo mi innervosisce ancora adesso, solo perché non mi fa asciugare il bucato.

Tempi duri eppure meravigliosi, quando guardavamo la mezz’ora dei cartoni animati giornaliera e li tenevo sulle gambe , uno per gamba.

E quando raccontavo loro le storie , leggendole da tutti i libri e cartonati che riuscivo a trovare.

Simone ricorda ancora che, quando per merenda davo loro il Fiorello, una sorta di formaggino cremoso, il primo cucchiaino era per Valentina perché era più piccola.

E le sere che li preparavamo per la notte, e poi bacini e bacetti a non finire, ma dopo mezz’ora sentivo Vale che a squarciagola mi chiamava, a distanza di 3 camere perché voleva che le facessi ancora la “cara”.

Valentina è cresciuta bene un po’ per l’educazione, certo, ma anche per il suo carattere, per il senso del dovere, per la serietà e per la sua positività.

Tutte le sere quando torna dal lavoro ci sentiamo durante il tragitto che dal lavoro deve percorrere per tornare a casa e quando sento la sua vocetta allegra che mi dice:”Mammuccia, come va?” anche se avessi un minimo di malumore mi passa.

Ma ora la ricetta di questo dolce (a dire la verità ne ho preparati 2) altrimenti cambiate canale.

Ingredienti per le crepes dolci

3 uova
100 gr di farina
2 bicchieri di latte
40 gr di zucchero

Per la farcitura
2 vasetti di Nutella
Una crema pasticcera preparata con
4 cucchiai di zucchero
1 cucchiaio di farina, circa 30 gr
3 tuorli
1/2 litro di latte
la buccia di un limone non trattato
o la punta di un cucchiaino di veniglia in polvere
Colla di pesce (3 foglietti=6 gr)

Partiamo dalle crepes di cui ho parlato nel post precedente.

Occorre aggiungere, come ho messo in elenco, 40 gr di zucchero perché la preparazione è dolce.

Raccomando di fare delle crespelle il più sottili possibile tanto che guardandole in trasparenza si dovrebbe vedere Superga, tanto sono ben solide e reggono alle successive manipolazioni.

Dividerle a metà e spalmare l’intera superficie con la Nutella.

Arrotolarle in modo stretto e poggiarle su un piatto di servizio.

Quando avrete spalmate tutte le mezze crespelle, tagliate a metà con le forbici, prendete se lo avete uno stampo da charlotte.

Io non lo posseggo e ho usato usa scodella a base piatta del diametro di cm 17.

L’ho foderata con pellicola trasparente in modo da rendere facile sformare il dolce.

Cominciare a disporre le crepes con la parte tagliata verso il basso e continuare fino all’esaurimento delle stesse .

Avrete precedentemente preparato della crema pasticcera preparata in questo modo per me collaudato e messo a bagno 3 foglietti di colla di pesce (in tutto 6 gr) in acqua tiepida.

In un pentolino a fondo spesso versare la farina, lo zucchero e rimestando aggiungere un filino di latte fin quando i due ingredienti si sono amalgamati e sciolti.

Aggiungere i tuorli, mescolare e versare a filo il latte bollente .

Mettere sul fuoco dolce e mescolare CONTINUAMENTE fin quando la crema si sarà addensata e comincerà a velare il cucchiaio.

A piacere si può aggiungere o una buccia di limone , da togliere successivamente, oppure una puntina di vaniglia in polvere biologica e, mentre la crema è calda, la colla di pesce rimestando fino al completo scioglimento della stessa.

A questo punto mettere a raffreddare la crema in acqua fredda anche qui mescolarndo continuamente per accelerare il raffreddamento.

Ora versare la crema nella scodella o stampo da charlotte facendola colare tra le crepes e il bordo del contenitore e con la restante crema coprire la preparazione.

Coprire il tutto rimboccando i lembi della pellicola trasparente con cui avete foderato il contenitore, mettete in frigo e scordatevelo fino al giorno dopo e comunque per non meno di 6 ore.

Al momento opportuno sformare il dolce su un piatto da portata e cospargere con cacao amaro in polvere.

Se volete potete decorare il dolce con nocciole .

Cosa ve ne pare???