lunedì 28 luglio 2008

Mammazan è tornata con Anello di riso Venere e dadolata di verdure















Ho latitato un po’ ma non mi sono data alla bella vita!!!

Ho scaricato regolarmente la posta ho letto tutti i commenti e ringrazio tutte le amiche per le espressioni di bentornata che mi hanno fatto pervenire !!

Mi è sembrato carino, almeno nelle intenzioni, passare dai vari blog per postare un commento,un saluto e un ringraziamento.

A volte la connessione gemeva e spesso, dopo 10 ‘ di attesa per collegarmi ad alcuni blog ho lasciato perdere e spero di essere perdonata.

In più ho assunto una postura sbagliata mentre ero al pc e quindi un dolore alla gamba (sciatica, forse?) non mi abbandona ancora…..

In questi ultimi giorni c’era la festa al Rifugio Carlo Alberto per cui c’era fermento.

Il gruppo a cui appartengo e nell’ambito del quale faccio volontariato, doveva allestire i banchi per la vendita di abiti usati e il cui ricavato sarebbe andato al Rifugio stesso.

Abbiamo lavorato 3 giorni per fare il tutto ma l’affluenza degli acquirenti è stata inferiore alle aspettative per cui l’incasso è stato relativamente modesto.

C’è stato un momento molto gradevole, però, ed è stato rappresentato dall’oretta passata in compagnia di M che avevo conosciuto alla Fiera del Libro.

Per chi non ha ancora avuto la fortuna di conoscerla tenterò di descriverla.

Bel viso aperto, occhi splendidi, simpatia da vendere, eloquio piacevole e interessante e tante cose da raccontare.

Fa delle cose meravigliose ed interessanti in modo scientifico e serio e per quei pochi che non la conoscono ancora, credo valga la pena di fare un salto a curiosare nel suo blog …..

Ma passiamo alla ricetta che propongo.

Non è nulla di trascendentale ma può essere un modo di presentare il piatto in un modo un po’ insolito e, come amo ripetere, scenografico.

Io l’avevo preparato anche perché avevo acquistato lo stampo ad anello nel negozio di Pinerolo di cui ho parlato in qualche post fa e volevo utilizzarlo ben sapendo che, per gli ingredienti utilizzati, mio figlio non l’avrebbe neppure assaggiato.

Ma il mio adorabile genero invece è stato di altro avviso…….

Avevo ancora del riso Venere, acquistato in un negozio che vende, a peso d’oro, i suoi prodotti.

Credo di aver pagato il pacchetto da 500 gr circa 4 euro, mentre mio figlio a Milano ha acquistato lo stesso tipo ma non bio a ad 1/3 del prezzo….

Ho voluto quindi utilizzarlo prima che le camole popolassero a sciami la dispensa

Tra l’altro quel prodotto che attira le farfalle in dispensa(Autan antitarme) funziona bene.

Darò delle indicazioni di massima circa gli ingredienti lasciando che la fantasia suggerisca alle mie amiche, varianti e accostamenti diversi q seconda del gusto…

Tempo di preparazione: circa 1 ora e circa 15’ per l’assemblamento del piatto

Costo: basso

Difficoltà:*

Ingredienti per 2 persone

100 gr di riso Venere
1 cipolla o scalogno

1 spicchio d'aglio e 1 cipollina per le verdure stufate
3 zucchine con il fiore

2-3 carote
prezzemolo
basilico
1 misurino di granuale per brodo vegetale


Comincio dalla preparazione del riso che è una via di mezzo, a mio avviso, tra il risotto e il riso bollito.

Versare 3 cucchiai di olio extra vergine in un tegame, meglio se antiaderente, e mettere a soffriggere una cipollina o uno scalogno, se si vuole un gusto leggermente più deciso, e una dadolata di zucchina, ne basta una.

Quando le verdure sono dorate aggiungo il riso Venere e del brodo vegetale freddo, circa ½ litro

come consigliato sulla confezione del prodotto.

Portare dolcemente ad ebollizione e continuare la cottura senza mescolare.

All’occorrenza aggiungere del brodo caldo e iniziare a mescolare delicatamente per circa 45’/50’ e regolare di sale.

Il brodo vegetale l’ho ottenuto aggiungendo un misurino di granulato per brodo vegetale della Knorr.

Nel frattempo ho preparato le verdure da usare come contorno e decorazione.

Avevo in casa delle zucchine freschissime col fiore e delle carote e quindi, ridotte in dadolata, le ho fatte stufare in tegame con olio extra, cipolla e aglio tritati e un poco di prezzemolo e basilico tritati sale e pepe macinato al momento.

Altre verdure come peperoni, melanzane possono essere aggiunte, dipende da quello che si ha a disposizione in frigo.

Ho quindi spennellato con olio lo stampo di cui ho parlato in precedenza e quando il riso è arrivato a cottura e fatto raffreddare un poco, l’ho versato nel contenitore pressandolo per bene.

Ho atteso qualche minuto per paura che nel rovesciarlo sul piatto di portata potesse sfaldarsi e quindi ho riempito il foro centrale e il contorno con la dadolata di verdure come appare in foto.

Completo la decorazione del piatto con i fiori di zucchini, soffritti brevemente e ben allargati , in un goccio d'olio e cosparsi di sale e pepe.

Non resta altro che provare e gustare.

Ai miei ragazzi è piaciuto!!!!!

giovedì 24 luglio 2008

Dopo tanto pesce....Evviva la ciccia ovvero Filettuccio di maiale impanato










Il panorama è cambiato.

Quando guardo fuori non vedo più l’isola della Maddalena davanti a me , il mare e tutte le barche che si dondolano pigramente sulle onde.

Ho invece la solita visione: il Vandalino di fronte, Montoso a sinistra e la punta del Monviso che si vede appena tra le montagne.

L’erba è alta nel prato, la vite americana pende dalla trave che sovrasta l’ingresso del cortile e dovrò dare una potata, ma non troppo, anche a qu

ella prima che arrivi a terra.

Mi sono informata dalle amiche se è piovuto ultimamente.

No, solo una grandinata verso Pinerolo, quindi domani dovrò andare a bagnare il prato ed è una cosa che mi fa lanciare ululati di gioia.

Quando sono arrivata in cortile con la fedele Pandy, Ninì s’è dato una mossa, si è affacciato alla finestra e si è messo a miagolare in modo continuo e direi, interpretando il tono, festante.

Devo dire che è stata una gioia prenderlo in braccio,” sfraffugnarlo” un bel po’ e dargli subito una parte della scatoletta che avevo appena comprato.

E’ sempre ansioso di pappa umida a patto che sia a base di pesce.

Ho avuto perfino paura che, dopo essersi ingozzato con foga, vomitasse cosa che gli capita quando fa il porcello e mangia in fretta…. Ma è andata bene e da quel momento non mi ha più mollata.

Nel pomeriggio (sono arrivata verso le 13) mi sono collegata ad Internet e cosa è apparso?

NO SERVICE !!!!!

Allora imprecando sottovoce sono andata di nuovo sul balcone ( qualcuna si ricorda che l’ho fatto anche qualche mese fa)…. Ma dopo un po’ il santo delle blogger mi ha aiutato e quindi sono riuscita a scaricare la posta e…… mi sono persa un po’.

Ma ora eccomi qui a lavorare in modo serio ed a postare una ricetta per nulla eccezionale ma forse interessate per il tipo di carne usata e usando il metodo di mia madre per impanare la carne.

Io so soltanto che quando cucino queste “cotolette” i miei sono contenti.

Il costo è medio e le difficoltà modeste… lascio giudicare alle mie amiche.

Tempo di preparazione: circa 30’/40’fra taglio della carne e frittura a cui va aggiunto il tempo di riposo della carne.

Costo: medio

Difficoltà:**

Ingredienti

1 filettuccio di maiale ( il peso dipende dalla grossezza del soggetto)
2 uova medie

1 spicchio d'aglio
1 cucchiata abbondate di parmigiano grattugiato
1 ciuffo di prezzemolo tritato

pangrattato q.b.

olio per friggere
sale e pepe
1 limone

Uso il filettuccio di maiale perché è tenero come il filetto di vitello, costa 1/3 ( io lo pago circa 9 euro al kg), dà una buona resa ed è saporito.

Se avete voglia fate una prova.

L’unica difficoltà, se tale si può definire, è il taglio.

Infatti, dopo aver eliminato le pellicine come si fa per il filetto di vitello, si tagliano le fettine a libro cioè si taglia la prima fetta senza arrivare in fondo e quella subito dopo che deve rimanere attaccata. Se necessario battere le due fettine attaccate alla base ma in modo delicato.

Spero che le foto chiariscano le mie descrizioni.

Se invece non importa avere le fettine piccole, affettarle normalmente con un coltello ovviamente ben affilato.

Avere gli strumenti adatti è sempre fondamentale.

Sbattere quindi almeno 2 uova medie in una scodella, aggiungere uno spicchio d’aglio ridotto in purea con lo spremiaglio (se non è gradito ovviamente farne a meno) del prezzemolo tritato fine, un una cucchiaiata generosa di parmigiano grattugiato, sale e pepe.

Immergere quindi tutte le fettine tutte le fettine in questo miscuglio, rigirale bene in modo che tutte ne vengano completamente ricoperte, sigillare con pellicola trasparente e riporre in frigo per almeno 1 ora o anche meno a seconda della fretta che si di portare in tavola.

Rigirare la carne almeno un paio di volte affinché si insaporisca bene.

Una mezz’ora prima di friggere tirare fuori la scodella dal frigo.

Io solitamente uso Friol , ma se si ha l’abitudine di friggere in olio extravergine o metà olio di semi e metà extravergine , credo che vada ugualmente bene.

A questo punto c’è poco da aggiungere: si prendono le fettine si passano nel pangrattato e si friggono poche per volta nell’olio ben caldo.

Vale la prova di testare il punto di caldo dell’olio buttando un pezzettino di pane controllando se frigge subito.


Credo però che ognuna abbia il suo metodo e sarò contenta di leggere altri consigli in merito.

Controllare la doratura e mettere a scolare su carta da cucina.

Per mantenere calde le cotolette, se non vengono portate subito in tavola, accendere il forno al massimo e, quando è arrivato a temperatura, spegnerlo e mettere le cotolette disposte in un piatto da forno e coperte da un foglio di alluminio.

Io metto sempre delle fette di limone in tavola perché i miei figli ne adoperano il succo sulla carne, ma non è molto ortodosso.

Vale sempre la regola di seguire il proprio gusto.

E come al solito BUON APPETITO!!!!

domenica 20 luglio 2008

L'avventura sarda sta per finire

Non trovate che sia bella questa planimetria composta da piastrelle smaltate?

Questi murales sono dipinti sullo stesso edificio di cui ho ripreso la parte laterale , quella del contadino e dei buoi, non sapendo che era dipinto sui 4 lati...



Qusta è la solita roccia dietro casa ma qui sembra un bel tipino con gli zigomi alti..e il naso pronunciato

Questa foto e le seguenti sono state scattate quando le mie amiche ed io siamo andate per acquistare delle piante in una serra vicino a Palau. Io, ovviamnte, non ho acquistato nulla ...e che mi portavo un a pianta in aereo come bagaglio a mano??




Questa è una bouganvillea ma di un insolito colore arancione, a me è parsa molto bella!!


Qui ho preparato un lettino per l'ospite..

Che ha sbarrato l'occhio per la sorpresa...

Poi ha deciso di veder se il materasso era comodo!!!



Proprio così, fra due giorni torno a casa e andrò asciugare le lacrime del mio gattino che miagolerà al mio arrivo pazzo….,si fa per dire, di gioia.

Ho saputo che mio figlio, che è stato veramente un tesoro ad ospitarlo, ha dimenticato a Milano il tiragraffi per cui o il gatto si eserciterà nella nobile arte di rovinarmi i mobili come in passato e prima dell’acquisto dell’attrezzo di cui sopra, o mi seguirà come un bimbo piccolo per tutta la casa.

Purtroppo ho girato poco anzi quasi niente perché la mia amica aveva poca voglia di muoversi ed io non ho osato chiedere di portarmi qui o là come avrei preferito facendo onore ai miei doveri d’ospitalità.

Per cui le foto, mi perdonerete, sono un po’ limitate nella varietà anche se vigliaccamente ho giocate sulle inquadrature che comunque sono sempre belle e godibile.

Le mie amiche le hanno apprezzate tenendo conto anche della buona volontà.

Per cui c’è qualcosa di Palau che è molto gradevole come cittadina e oggi, domenica, stracolma di vacanzieri, mentre il mare è solcato da un sempre maggiore numero di imbarcazioni.

Non ci vuole la zingara per sapere che qui il denaro corre a palate e la stazza e l’altezza delle barche più o meno grande lo rivela.

A Palau c’è una quantità incredibile di negozi di gioielleria e di buotiques spesso molto affollate e sempre aperte , per cui per noi comuni mortali e con lo stipendio o la pensione che passa il convento, non basta andare a vendere 2 e dico due reni per comprare qualcosa.

Perfino la mia amica diserta il verduriere di Porto Raphael che lei chiama Cartier e si serve presso un affiliato Crai che ha prezzi ragionevoli e un buon assortimento specialmente di prodotti locali.

Non siamo andate al ristorante, anche perché io sono molto difficile e lei ha problemi di alimentazione, non siamo uscite la sera, spesso i programmi televisivi erano oscurati, ma il panorama era bello e il mare pure…………..

Ieri siamo andate a fare il bagno a Costa Serena, abbastanza distante da casa.

La temperatura dell’acqua era gradevole per cui non ho impiegato le solite tre ore per immergermi, sguazzare un po’ e poi, soddisfatta della prodezza, andare a prendere il sole (ho fatto anche delle foto che mostrerò in seguito).

Purtroppo è arrivato un trio di anziani che hanno messo gli asciugamani poco distante da noi, con tutto lo spazio che c’era, per cui ce ne siamo andate.

Per cena abbiamo avuto come ospite ciò che è mostrato in foto, un po’ bruttino ma molto simpatico…ahahah.

Ciao a tutte e a presto

venerdì 18 luglio 2008

L'avventura sarda continua...ma sempre a Palau

Questo è troppo bello!!

E questa allora?

Mi hanno detto che la marmellata sia ottima...

E' più bello il fico d'India o il mare? ahahah

Non morirete dallo spavento? ecco Mammazan!!!


Questa e le seguenti raffigurano la piazzetta di Porto Raphael...



Il tempo non è un granchè... ma è bello comunque.........

Di nuovo la piazzetta..


Questo è l'inizio della discesa per andare in spiaggia, gli 81 gradini , ricordate?

Troppo bella per non fotografarla!!!


Altra veduta della discesa....


Non è successo nulla di nuovo in questi giorni e il tempo è stato mediamente buono.

Alcune volte la giornata esordiva con una consistente nuvolaglia che poi si dissolveva un po’ per volta.

In una settimana siamo andate 2 volte al mare, siamo uscite però tutti i giorni per andare a fare la spesa …..

L’altro ieri gita da Arzachena che mi è parsa veramente bruttina

La mia amica doveva infatti andare dal parrucchiere (taglio e piega 40 euro.. se si fa la tinta o la permanente forse bisogna andare a vendere un rene….) .

Ieri invece siamo andate a Palau perché volevo cominciare ad acquistare qualcosina da regalare alle amiche e alla figliolanza.

Volevo infatti trovare delle cose leggere e soprattutto abbordabili dal punto di vista economico e o quello che mi interessava era troppo pesante da mettere in valigia (volevo infatti acquistare dei piatti di terraglia con inciso il gallo che rappresenta la Gallura) o era di un caro pazzesco.

Insomma non si possono spendere 53 euro per un sacchetto di stoffa per il pane ricamato a macchina… carino per carità ma sempre un sacchetto per il pane.

Poi ho trovato una soluzione in un altro negozio … Avete presente quando siete folgorate come S. Paolo sulla via di Damasco?

Bene a me è capitato in un negozio sterminato pieno di tutto e di più ( ma quando non ci sono i turisti come campano?) e ovviamente non dico cosa ho trovato perché altrimenti se le persone destinatarie dei doni mi leggono non hanno più la sorpresa.

Dico solo che due cose sono da mangiare e 2 no.

L’anno scorso avevo acquistato delle salsicce sotto vuoto proprio al mercato dove andrò fra un paio d’ore e delle scamorze sempre sottovuoto oltre a parecchio altro, ma dovrei mettere il tutto in valigia (una vecchia Delsey che continua a fare onorevolmente il suo dovere ma pesa 6 kg e non voglio sapere quanto possano far pagare quelli della Meridiana se superi di 100 grammi il peso consentito..)

Se nei prossimi giorni non farò nulla di eclatante posterò delle foto che ho fatto l’anno scorso quando sono andata alla Tomba del Gigante (spero sia così il nome), per il momento accludo queste con una sorpresina (tanto la mia faccia la conoscete ma questa foto è recente e un bacio a tutte !!!!)