



Quando guardo fuori non vedo più l’isola della Maddalena davanti a me , il mare e tutte le barche che si dondolano pigramente sulle onde.
Ho invece la solita visione: il Vandalino di fronte, Montoso a sinistra e la punta del Monviso che si vede appena tra le montagne.
L’erba è alta nel prato, la vite americana pende dalla trave che sovrasta l’ingresso del cortile e dovrò dare una potata, ma non troppo, anche a qu
ella prima che arrivi a terra.
Mi sono informata dalle amiche se è piovuto ultimamente.
No, solo una grandinata verso Pinerolo, quindi domani dovrò andare a bagnare il prato ed è una cosa che mi fa lanciare ululati di gioia.
Quando sono arrivata in cortile con la fedele Pandy, Ninì s’è dato una mossa, si è affacciato alla finestra e si è messo a miagolare in modo continuo e direi, interpretando il tono, festante.
Devo dire che è stata una gioia prenderlo in braccio,” sfraffugnarlo” un bel po’ e dargli subito una parte della scatoletta che avevo appena comprato.
E’ sempre ansioso di pappa umida a patto che sia a base di pesce.
Ho avuto perfino paura che, dopo essersi ingozzato con foga, vomitasse cosa che gli capita quando fa il porcello e mangia in fretta…. Ma è andata bene e da quel momento non mi ha più mollata.
Nel pomeriggio (sono arrivata verso le 13) mi sono collegata ad Internet e cosa è apparso?
NO SERVICE !!!!!
Allora imprecando sottovoce sono andata di nuovo sul balcone ( qualcuna si ricorda che l’ho fatto anche qualche mese fa)…. Ma dopo un po’ il santo delle blogger mi ha aiutato e quindi sono riuscita a scaricare la posta e…… mi sono persa un po’.
Ma ora eccomi qui a lavorare in modo serio ed a postare una ricetta per nulla eccezionale ma forse interessate per il tipo di carne usata e usando il metodo di mia madre per impanare la carne.
Io so soltanto che quando cucino queste “cotolette” i miei sono contenti.
Il costo è medio e le difficoltà modeste… lascio giudicare alle mie amiche.
Tempo di preparazione: circa 30’/40’fra taglio della carne e frittura a cui va aggiunto il tempo di riposo della carne.
Costo: medio
Difficoltà:**
Ingredienti
1 filettuccio di maiale ( il peso dipende dalla grossezza del soggetto)
2 uova medie
1 spicchio d'aglio
1 cucchiata abbondate di parmigiano grattugiato
1 ciuffo di prezzemolo tritato
pangrattato q.b.
olio per friggere
sale e pepe
1 limone
Uso il filettuccio di maiale perché è tenero come il filetto di vitello, costa 1/3 ( io lo pago circa 9 euro al kg), dà una buona resa ed è saporito.
Se avete voglia fate una prova.
L’unica difficoltà, se tale si può definire, è il taglio.
Infatti, dopo aver eliminato le pellicine come si fa per il filetto di vitello, si tagliano le fettine a libro cioè si taglia la prima fetta senza arrivare in fondo e quella subito dopo che deve rimanere attaccata. Se necessario battere le due fettine attaccate alla base ma in modo delicato.
Spero che le foto chiariscano le mie descrizioni.
Se invece non importa avere le fettine piccole, affettarle normalmente con un coltello ovviamente ben affilato.
Avere gli strumenti adatti è sempre fondamentale.
Sbattere quindi almeno 2 uova medie in una scodella, aggiungere uno spicchio d’aglio ridotto in purea con lo spremiaglio (se non è gradito ovviamente farne a meno) del prezzemolo tritato fine, un una cucchiaiata generosa di parmigiano grattugiato, sale e pepe.
Immergere quindi tutte le fettine tutte le fettine in questo miscuglio, rigirale bene in modo che tutte ne vengano completamente ricoperte, sigillare con pellicola trasparente e riporre in frigo per almeno 1 ora o anche meno a seconda della fretta che si di portare in tavola.
Rigirare la carne almeno un paio di volte affinché si insaporisca bene.
Una mezz’ora prima di friggere tirare fuori la scodella dal frigo.
Io solitamente uso Friol , ma se si ha l’abitudine di friggere in olio extravergine o metà olio di semi e metà extravergine , credo che vada ugualmente bene.
A questo punto c’è poco da aggiungere: si prendono le fettine si passano nel pangrattato e si friggono poche per volta nell’olio ben caldo.
Vale la prova di testare il punto di caldo dell’olio buttando un pezzettino di pane controllando se frigge subito.
Credo però che ognuna abbia il suo metodo e sarò contenta di leggere altri consigli in merito.
Controllare la doratura e mettere a scolare su carta da cucina.
Per mantenere calde le cotolette, se non vengono portate subito in tavola, accendere il forno al massimo e, quando è arrivato a temperatura, spegnerlo e mettere le cotolette disposte in un piatto da forno e coperte da un foglio di alluminio.
Io metto sempre delle fette di limone in tavola perché i miei figli ne adoperano il succo sulla carne, ma non è molto ortodosso.
Vale sempre la regola di seguire il proprio gusto.
E come al solito BUON APPETITO!!!!







