venerdì 18 aprile 2008

T-mmen u kishmish u luss





Sono passati più di 30 anni, ma ricordo ancora il nome arabo di questo semplice piatto.

Ce lo preparava sempre il nostro cuoco Stephan, il migliore che la missione abbia mai avuto.

Io avevo il compito di dirigere le case della missione, organizzare i pranzi, controllare la servitù, fare acquisti e fare i conti oltre al mio lavoro di fotografa.

Concordavo con lui i menù di ogni giorno e spesso gli chiedevo di preparare questo piatto che io chiamavo riso iraqi e lui guarniva con uvetta e mandorle.

Il riso iraqi era poi riso pilaf ma allora che ne sapevo io di pilaf quando a casa mia andavo a tutta birra con orecchiette e cime di rapa.

Il riso locale era di una qualità piccolina, dall'aspetto miserrimo, che la donna che si occupava della lavanderia, puliva con pazienza da tutte le intrusioni e impurità.

Era di qualità eccellente comunque ed era buono anche il giorno dopo, felice accompagnamento di ogni pietanza.


E' un piatto veloce, economico e, presentato come propongo, di grande effetto.

Tempo di preparazione: 30' in tutto, forse anche meno.

Costo: basso.

Difficoltà: *

Ingredienti per 4 persone:

300 gr. di riso Superfino Arborio o riso da risotti.
(Doverosa precisazione. Il riso ideale sarebbe quello Basmati a chicco lungo che non necessita di risciacquo, come consigliato da Marcello Marchesi nella sua poderoso trattato culinario. Il nome del libro? Telefono a Valentina e poi ve lo dico)

1/2 cipolla
4 cucchiai di olio extravergine di oliva
1/2 l. di brodo vegetale
una manciata di uvetta
una manciata di mandorle pelate
una busta piccola di patate chips


Si inizia sciacquando il riso sotto l'acqua corrente, per eliminare l'amido e mettendo a bagno l'uvetta.

Si fa soffriggere in olio, ma anche una noce di burro può andare bene, la cipolla tagliata sottilmente.
Quando è dorata, aggiungere il riso, mescolare con cura e aggiungere del brodo vegetale che copra il riso per non più di 2 cm. chiudere bene il tegame con un coperchio che sia di buona tenuta e infornare in forno a 180° per 10'/12'.

A questo punto, mentre il riso cuoce , insaporire, in un tegamino antiaderente velato da pochissimo burro prima l'uvetta a fuoco dolce girandola con un cucchiaio di legno : non deve assolutamente seccarsi né bruciacchiarsi.

Levare l'uvetta e nello stesso tegamino, senza aggiungere nulla, tanto sarà ancora unto, far insaporire le mandorle pelate (si trovano già pronte) ma, se avessero la buccia vanno scottate per qualche minuto in acqua ben calda e, appena sarà possibile maneggiarle, togliere la pellicina.

Sistemare ora il riso nel piatto di portata , decorare con una corona di patate chips (io le ho comprate pronte, ma Stephan le preparava lui) e sistemare l'uvetta e le mandorle come appare in foto.

Posso assicurare che il connubio dolce salato è ineguagliabile!!!!







10 commenti:

Pippi ha detto...

Molto particolare questo piatto brava!!!!
ho girovagato sul tuo blog.... e devo dire che mi piace molto e tu sei molto simpatica....!!!!!!!!!!
un bacio e buona notte Pippi

marcella candido cianchetti ha detto...

che buono devessere e poi veloce buona giornata

Mariluna ha detto...

Spettacolare e originale mai sentito questo piatto anche se di signore arabe ne conosco che lavorano con me...mi piace molto, ora capisco un po' di piu di te...fotografa...lavoravi in una missione...tante cose interessanti... Buon fine settimana

Morettina ha detto...

Buooongiorno!!!!! Grazie per la visita...si sono io quella in foto :-))))))
Posso linkarti????
Un bacio e a presto

Mammazan ha detto...

Cara Marcella
è veramente buono e, senza l'uvetta e le mandorle, è la base ideale su cui adagiare la parmigiana, il pollo al curry ecc
Ciao
Grazia

Mammazan ha detto...

Per Pippi
Ho risposto sul tuo blog

Per Mariluna
Ti ringrazio molto va a leggere mail

Per morettina
Ho risposto sul tuo blog e grazie per commento

Ciao a tutte
Grazia

Mestolo & Paiolo ha detto...

Ciao Grazia,
avevi ragione, è un piatto che mi piace e mi intriga molto, voglio proprio provarlo. Nonostante prediligo la cucina nazionale, sono sempre stato incuriosito dai sapori delle altre cucine.
Ciao e buona domenica,
Stefano

SCRAPUCINA ha detto...

ciao grazia! so che hai un nome stupendo, ma...posso chiamarti mammazan?! mi piace un sacco come "nome di battaglia!" ^_^ e tu mi sembri proprio un bel tipo! fantastici anche i tuoi piatti! una golosità dopo l'altra!!! ^_^
un abbraccio!
francesca

panettona ha detto...

ciao mammazan (mi piace troppo chiamarti così)...
avevo visto la tua corona dell'otto marzo la prima volta che ho aperto il tuo blog e me ne sono innamorata... spero di riuscire a farla quanto prima...
baci, e a presto!!!

Geillis ha detto...

questa ricetta mi incuriosisce moltissimo, a me piace la cucina araba, chissà, magari avrò il coraggio di sperimentarla