domenica 26 ottobre 2008

Alluvione e Dolma







Venerdì giorno di mercato a Torre Pellice.

Sono fortunata e, pur essendo giorno di mercato appunto, trovo subito parcheggio in una via parallela a quella dove si snoda il serpentone dei banchi riparati da grossi ombrelloni, visto il tempo incerto.

Attraverso il cortile-parcheggio delle autoambulanze della Croce Rossa e sono colpita e impressionata dalla visione di questo mezzo così disastrato......

Mi domando a voce alta:" Ma a questa, cosa è successo?" e uno operaio del comune mi risponde, quasi come se avessi rivolto a lui la domanda: " Ma è quella dell'alluvione!"

E allora immediatamente mi ritorna tutto in mente.....

Forse ricorderete che qualche mese fa, dopo giorni e giorni di pioggia incessante, una frana spazzò via a Bobbio Pellice una casa seppellendo tre persone (nonno, nuora e nipotina) e uccidendo anche un povero ragazzo albanese che era corso verso la sua macchina, appena acquistata, nel tentativo di metterla in salvo....

Quello stesso giorno o quello dopo una piccola colonna formata da una camionetta della polizia, da un'autoambulanza e da un trattore, se ne stava tornando a Torre percorrendo proprio la strada interessata dalla frana.

Ad un certo punto i militari guardando nello specchietto retrovisore si accorsero che l'autoambulanza era sparita, mentre riuscivano a vedere il trattore.

Intervennero subito, riuscendo a strappare dal fango e pietre, che ormai avevano invaso il mezzo, il conducente e l'infermiera che poveretta aveva la bocca già piena di fango ed in un terribile momento, certa ormai della fine, pensava al figlio che non avrebbe visto più...

So queste cose perché mi sono state riferite da amiche mie che conoscevano quella poveretta.

In questi giorni il mio pensiero è andato, come a tutti noi è capitato, a quella povera gente in Sardegna che, a causa di 4 ore di pioggia,ha perso tutto quello che possedeva, ben contenta almeno di aver salvato la pelle.

A quattro di loro non è andata così!!

Ora, per un paio di giorni i telegiornali hanno ripetuto, fino allo sfinimento, le notizie relative all'alluvione, ma ora il silenzio è calato, non se ne parla più.

Ci sarà qualcuno che pagherà per tutto questo?

Non saranno certo state quelle maledette 4 ore di pioggia provocare tutto il disastro, ne convenite?


E ora, visto che il mio è un blog che parla di ricette, propongo questo piatto che volendo può essere un piatto unico, semplice, rustico, economico e saporito!


Lo preparava il cuoco della Missione e lo chiava appunto DOLMA, ma non è detto che provenga da altri paesi del Medio Oriente... chi ha notizie più precise è pregata di informarmi con eventuali varianti.

Mia figlia, che ormai ha arricchito la varietà delle verdure che mangia, mi ha detto che sarebbe disposta ad assaggiare questi involtini.

Mio figlio, ahimè, non li guarderebbe neanche!!!!

Gli ingredienti sono pochi e di facile reperimento e io ho pensato di proporre delle porzioni cucinate in tegamini di coccio individuali, conferendo a questo piatto, rustico, un tocco raffinato....

Tempo di preparazione: circa 20'
Costo: basso
Difficoltà:**

Ingredienti per una persona

Alcune foglie di cavolo di medie dimensioni ( 5 o 6 a testa)
Un paio di pugni di riso per risotti
100 gr di carne trita grasso-magra ( volendo aggiungere della salsiccia spellata)
1/2 dado o del brodo di carne, se lo si ha a disposizione.
2 cucchiai di olio extravergine
Sale e pepe macinato al momento q.b.
Qualche cucchiaio di parmigiano



Un bel cavolo ( l'ho fotografato perché io spesso confondo i vari tipi: io ho usato questo!!!)

Qui c'è il riso e la carne trita... potevo anche farne a meno ma mi piaceva l'effetto cromatico!!!

Carne grasso-magra e riso superfino Arborio...quello che avevo in casa, ma se si hanno altre preferenze vanno rispettate!!!

In una ciotola si mescola del riso, a mano, con la carne trita.

Se la carne è troppo magra (a volte capita di trovarla così al supermercato o dal macellaio cioè una via di mezzo tra quella da mangiare cruda e quella per polpette, aggiungere all'impasto della salsiccia spellata), salare, pepare e amalgamare con cura.

Sbollentare un acqua salata e per non più di 3'/4' delle foglie di cavolo possibilmente intere.

Scolarle, tamponarle con carta da cucina o con un canovaccio pulito ed eliminare la costola centrale......

Sovrapporre i lembi e disporvi sopra una polpettina a forma allungata racchiudendola a fagottino.

Se il coccio non è adoperato da parecchio tempo, riempirlo di acqua calda a cui sono state aggiunte alcune fette di limone e, con una retina di protezione, farlo scaldare per alcuni minuti.

Ciò per eliminare cattivi, eventuali odori.

Sistemare i vari fagottini gli uni accanto agli altri......

Versare 2 cucchiaiate di olio e un pezzetto di dado o, se lo si ha pronto, del brodo di carne fino a ricoprire il tutto.

Portare a ebollizione e cuocere per almeno 30'/35'.

Servire nel coccio in cui è avvenuta la cottura cospargendo il tutto con abbondante parmigiano.

Io ho preparato porzioni singole, ma ugualmente gradevole è la presentazione in grossi tegami ....ma sempre di coccio, che oltre ad essere belli e decorativi mantengono a lungo il calore.

Se dovesse avanzare qualcosa, il giorno basta scaldare un momento nel microonde, questa volta senza il coccio,però !!!

E come al solito: BUON APPETITO!!!!!

13 commenti:

camalyca-la mucca pazza ha detto...

Non ho parole per le varie storie dei vari alluvioni. No, non penso che bastino 4 ore di pioggia...
Mi permetto di spendere diue parole per questi involtini: semplicewmente fantastici!

Mary ha detto...

Grazie per essere passata a trovarmi . Buonissimi questi fagottini sai anch'io li ho fatti con il ripieno un po diversi dalle tue e al microonde , sono aperta a nuove elaborazioni delle ricette , un abbraccio !

Maurizio ha detto...

Immagini tristi, che fanno pensare... grazie della visita... A presto

unika ha detto...

questi involtini li ho mangiati in jugoslavia:-)
Annamaria

manu e silvia ha detto...

Siamo rimaste di sasso alle foto dell'ambulanza, e poi il racconto...da pelle d'oca! E vero, prima se ne parla un sacco e poi tutto tace, come se si fosse tutto risolto, ed invece purtroppo non è così!
Buonissimi qestiinvoltini, noi adoriamo la verza e questo modo di prepararla ci piace proprio!!
Un bacio

Fra ha detto...

Con diversi ripieni si trovano anche in Grecia e Turchia...sono molto buoni!
Dovremmo cercare di protegger il nostro pianeta in modo che certe cose non succedano
Un bacio
FRa

Ely ha detto...

mamma mia quella foto Grazia mi ha fatto rabbrividire come del resto sempre quando succedono queste disgrazie....
la ricetta mi piace molto la mia amma le fà solo con la carne e le tue mi sembrano davvero morbide morbide te la rubo e farò concorrenza alla mia mamma bacioooo!!!
Ely

panettona ha detto...

sei una gran donna mammazan!!! oltre alle tue tante bontà riesci sempre a farci riflettere ...
devo dire, fortunatamente, che nella mia vita ho assistito a pochissimi atteggiamenti razzisti, uno per tutti, non era riferito a me ... dico solo che ho provato tanta vergogna per quella persona che aveva il disprezzo e lo schifo negli occhi verso non un singolo ma tutto il sud ...
VOMITEVOLE è il giusto termine ...

Riki ha detto...

Sono involtini di cavolo come si fanno dai tempi vecchi in Germania! Questi li faccio anch'io! Prova a riempire un peperone con il mix di carne e riso e poi prepara nello stesso modo, buono anche così!

Mammamsterdam ha detto...

Ma direi che sono dolmadakias greci (e turchi) li fanno avvolgendo l'impasto in foglie di vite.

Buonissimo, devo vedere se potrànno mai piacere alle belve, e al capo tocca farli senza carne, ma vabbé, ci proverò.

Pippi ha detto...

le pioge prorompenti creano sempre più spesso tragedie e danni ingenti....mi dispiace per quelle povere vittime.........
i tuoi involtini sono simili a quelli che prepara spesso mia madre ma senza riso...magari un giorno li preparo e te li faccio vedere..... un abbraccio Pippi

Simo ha detto...

Che buoni....con la verza poi, che adoro!
Grazia sei insuperabile

PIER ha detto...

Sono le sarme bosniache! A casa nostra arrivano dalla parte fiumano-trentina della famiglia e si chiamano anche "salme"

"SARMA e' parola di origine araba e significa "tutto cio che e' pasta con verdure o carne. Si prepara anche con formaggio e uova.SARMA e' parola di origine araba e significa "tutto cio che e' inviluppato". Il ripieno di carne e riso viene arrotolato con foglie di cavolo acido o fresco. La sarma e' una vera specialita, sia per il Natale sia per il Ramadan.