sabato 25 ottobre 2008

Il razzismo e I biscotti della Buca

Appaiono leggermente grottoluti...

Assaggiarli farà scomparire tutti i dubbi....

Sono morbidi eppure friabili...

Insoliti, e leggendo gli ingredienti ve ne renderete conto...
Piaceranno alle amiche del meridione, vedrete perchè!!!!!

Prima di tutto, come promesso a Lory, lancio un appello a tutte le amiche che mi vengono a trovare.

Lory ha trovato un delizioso gattino o gattina di pochi giorni che deve essere ancora allattato: è un delizioso cucciolo nero con occhi verdi.

Lei lo terrebbe ma per motivi vari e seri non le è possibile e non vorrebbe portarlo in un gattile!!

Sarebbe disposta a pagare le spese del veterinario,vaccinazioni ed eventuale trasporto a domicilio.

Se soltanto poteste adottarlo sarebbe veramente un atto meritorio.

Io lo prenderei qui ma ho già Ninì per cui mi è difficile aggiungerne un altro anche perchè spesso mi assento da casa.....

E ora veniamo al post di oggi che non lascia dubbi circa il suo contenuto!!

Non desidero addentarmi nella palude delle considerazione che quotidianamente vengono fatte
sulla questione razzismo.

Desidero citare solo alcuni episodi che mi riguardano, su ciò, invero poca cosa per fortuna, che mi è capitato nel corso della mia vita.

Arrivammo a Torino nel 1946.

Mio padre, brigadiere della Guardia di Finanza, avendo vinto un concorso nelle Dogane, scelse appunto Torino (altre destinazioni erano Verona ed Ancona) perché un suo stupido amico gli aveva detto che in questa città sarebbe stato facilissimo trovare casa.

Ho detto che l'amico era stupido in quanto dopo vari solleciti da parte di mio padre sulla ricerca della casa gli aveva detto di stare tranquillo che di case ce ne erano a bizzeffe.

In effetti forse ce ne erano ma lui non si interessò minimamenti di trovarcene una.

Quindi fummo ospitati in casa sua per 2 mesi (tra meridionali a volte si usa così) fin quando mio padre trovò una stanza in C. Dante e lì ci traferimmo.

Ogni tanto quando ancora adesso mi chiedono perché approdammo a Torino devo precisare che fu per via del lavoro di mio padre perché a volte vedo balenare negli occhi di chi mi fa questa domanda , l'immagine di poveri disgraziato arrivati a Porta Nuova con la valigia di cartone legata con lo spago.

Ma tra le persone più anziane non credo che si sia sbiadito il ricordo di quei cartelli che recavano la scritta "AFFITTASI MA NON A MERIDIONALI".

Altro che marocchini e albanesi.

Ricordo ancora che i figli dell'amico di mio padre, che per inciso faceva il ciabattino al Ferrante Aporti (Carcere minorile, per chi non fosse di Torino), e che lavoravano in Fiat si erano ben dati da fare a parlare bene il dialetto piemontese!!!!!!

Mio padre citava un episodio che ricordava, a distanza di anni, ancora con molta stizza.

I colleghi di dogana dovevano averlo sfottuto per il fatto che era meridionale.

Ovviamente non essendo presente non posso riferire i termini precisi della conversazione, ma ricordo bene quello che mio padre rispose loro:
"Quando in Magna Grecia si tenevano i LUDI Iuvenalis qui i vostri avi si tiravano le noci di cocco da un albero all'altro".
Non sono in grado di riferire la risposta.....

Parecchi anni dopo, ero sposata , credo fosse tra il '73 e il '75 , e lavoravo tutto il giorno dalle 8 del mattino fino alle 18,30.

Una sera verso le 19.30 mi misi a sbattere i tappeti anche perchè umanamente non mi era stato possibile farlo in un altro momento.

Da un balcone di fronte al mio una vecchia megera mi apostrofò dicendomi:" Uè, Napuli, non si sbattono i tappeti a quest'ora"!

In effetti l'ora non era giusta, ma quella donna non mi aveva mai parlato, non sapeva quale fosse
il mio paese di origine: forse il capello nero mi poteva avere tradito???

Un altro episodio che mi torna in mente, ripensandoci non era per nulla razzista, avvenne quando un momento prima di partore mia figlia mi si avvicinò un'infermiera e mi disse:" Tranquilla signora adesso arriva "O DOTTORE"!.

Se mi avesse detto che arrivava "IL DOTTORE" non avrei capito?

Fu un pò peggio, quando venimmo ad abitare qui: ci guardavano in modo strano, sospettoso, diffidente, non eravamo originari del posto e facevamo "LAVORI STRANI".

Mio marito restauratore archeologico indossava il camice bianco quando lavoravae, faceva ridacchiare gli operai che venivano a fare dei lavori qui nella casa, e io che facevo la fotografa....

Insomma in tanti anni, 25, che abito qui non sono riuscita a fare amicizia quasi con nessuno... e dire che io parlerei anche con le pietre!!!

Come ho detto all'inizio questi episodi davvero pochi, sono veramente minimi rispetto a quello che avviene quotidianamente nei confronti dei diversi, per religione e per il colore della pelle.

La cosa preoccupante è che questi episodi di razzismo sembrano continuamente in aumento.

Speriamo bene!!

Ed ora consoliamoci con questi biscotti che sono interessanti per gli ingredienti un poco insoliti, facili da fare e anche veloci:

Tempo di preparazione: circa 30'
Costo: medio
Difficoltà: **

Ingredienti

500 gr di farina 00
1 bustina di lievito per dolci
100 gr di pinoli
150 gr di vin santo
150 gr di olio extravergine di oliva
150 gr di zucchero
100 gr di uva passa
1 pizzico di sale


Mettere a bagno l'uvetta nel vin santo almeno per 30'.

Passato questo tempo strizzarla, asciugarla con cura e metterla da parte per il momento.

Setacciare due volte la farina con il lievito, versarla in una capace scodella, aggiungere lo zucchero, l'olio e il vin santo .

Mescolare con cura e aggiungere l'uvetta e i pinoli interi.


Lavorare il tutto con cura fino ad ottenere un impasto ben amalgamato.


Staccare dall'impasto delle piccole porzioni grandi come una noce, cercando di dare loro una forma arrotondata.


Preparare varie teglie ricoprendole con carta da forno.

Disporre i biscotti distanziandoli perché in cottura cresceranno.

Infornare in forno preriscaldato e ventilato a 150°, quindi ad una temperatura più bassa del solito.....

Lasciar cuocere per 20'/25' tenendo d'occhio la cottura... il colore delle foto come sempre è fedele al risultato ottenuto...

A cottura ultimata e a raffreddamento avvenuto si conservano con successo nelle scatole di latta ... se ci arrivano!!!!!



10 commenti:

Simo ha detto...

Grazia, i tuoi racconti mi fanno impazzire, non smetterei mai di leggerli!
Ed anche questi superbiscotti non scherzano, eheheheh!
...buonissima domenica!

Riki ha detto...

È vero, ai piemontesi non piacciono gli stranieri. Se poi dico che sono tedesca, allora aahhh, è tutta un'altra cosa. Ipocreti!


Ui ui, che buoni che sembrano!

Caty2 ha detto...

Senti Grazia io sarei disponibile a prendere il gattino, ma vivo a Genova e cliccando su Lory il PC mi dà errore, non so come mettermi in contatto mi sai dire? Sono quella dei capperi caterinagatti@hotmail.it
La mia Pasticcia(quella della foto) l'avevo allattata per 1 mese con altri due fratellini, Chiusi in bago per 1 mese, e facevamo anche l'aereosol a tutti e tre, un'avventura..ora mi manca tanto e sto aspettando che un gattino incroci la mia strada, sarà questo?

manu e silvia ha detto...

Che semplicissimi questi biscottini!!
Bellissimi e coinvolgenti i tuoi racconti...
bacioni

Lory ha detto...

Tu sei un amore ma tanto lo sai perchè te lo dico sempre ;-)
Grazie a te forse abbiamo trovato una nuova mamma umana per..nn ha nome ;-)
Grazie grazie mille anche a Lara!!!

Lo ha detto...

sembra che il gattino abbia una casa...è una cosa meravigliosa!! Festeggio con un biscotto! :)

Fra ha detto...

Essere immigrati è sempre difficile. E' difficile lasciare la propria terra, le proprie radici e trasferirsi in un posto nuovo in cui ricominciare. Se a questo si aggiunge l'ignoranza e la cattiveria delle persone la situazione diventa esasperante! Prima di parlare bisognerebbe pensare. Prima di sfottere e disprezzare bisognerebbe considerare che potremmo trovarci nella medesima condizione. Prendo uno di questi bellissimi biscotti per consolarmi...il mondo sta diventando davvero un brutto posto
Un bacio
Fra

Precisina ha detto...

Ehi, ma io sono un' amica del meridione in piena regola! poi, amo tantissimo il grottoluto (non so che significa, ma lo immagino)... bentrovataaaaaa!!!

Pippi ha detto...

la "diversità" di cultura, di origini, dovrebbe essere una ricchezza ...purtroppo c'è chi ancora oggi vive con il paraocchi e si trova ad averne paura....è la stupidità umana che crea le distanze, i tabù, i luoghi comuni, le ipocrisie..........
comunque questi biscottini farebbero "rinsavire" anche il più stupido della terra!!!! Mi piacciono molto e poi vedo che non c'è burro! Ti abbraccio forte
Pippi

Anonimo ha detto...

buon giorno Grazia
il tuo blog mi piace sempre tanto. grazie per condividere con noi la tua bravura e la tua intelligenza.
ho vissuto a Torino per un anno e mezzo e in effetti è stato più facile fare amicizia con i meridionali. per legare con i torinesi forse avrei dovuto rimanere di più, ma appena ho potuto sono tornata a casa mia. ora vivo in Lombardia (sempre comunque forestiera visto che sono ligure) e qui non si fa fatica anzi ... se ti può consolare ricordo che una fanciulla di Cuneo mi disse che lei aveva fatto amicizia solo con un paio di persone durante gli studi universitari a Torino.e se faceva fatica lei che almeno era piemontese!!!!
speravo sinceramente che così come le nuove luci hanno dato un volto nuovo alla città avessero aperto anche le persone... peccato.
buona giornata